L'associazione, guidata da Giuseppe Cerasa, si sta rivelando un propulsore di iniziative di altissimo livello, tra le quali figura la personale di Ceccobelli in corso fino al 30 settembre
25.08 Inaugurazione Bruno Ceccobelli (27)

Sul Todi Festival domenica sera si chiuderà il sipario. Resterà aperta invece fino al 30 settembre, alla Sala delle Pietre, “T’odi”, la mostra antologica di Bruno Ceccobelli relativa al periodo 1984-2018 con trenta opere esposte con un allestimento di grande effetto ed originalità. Si tratta infatti di un’installazione molto particolare (nella foto), visibile dall’alto, quasi si trattasse di uno scavo archeologico.

Bruno Ceccobelli è, insieme ai figli Auro e Celso, l’autore del manifesto ufficiale di Todi Festival, una rielaborazione a sei mani di un lavoro eseguito proprio nel 1986 da Bruno. I due fratelli sono a loro volta protagonisti di un’altra mostra, allestita nel Nido dell’Aquila, che propone opere in cui si sovrappongono immagini e simbologie contemporanee. “Motore universale”, questo il titolo, resterà ugualmente aperta fino al 30 settebre.

Entrambe le mostre portano la “firma”, oltre che degli autori, di un’associazione – Todi per l’Arte – nata appena due anni fa da un gruppo di tuderti e di amici di Todi appassionati di arte e convinti che la stessa arte possa essere un veicolo di sviluppo per Todi, città che può contare su grandi presenze artistiche negli ultimi 50 anni. L’associazione riprende un lavoro assente in città da qualche anno in via sistematica, come ha svolto fino agli anni Novanta l’associazione Piazza Maggiore.

Il rapporto con l’allora Amministrazione comunale è nato fin dall’origine sulla scia degli investimenti pubblici per riqualificare le sedi espositive (prime tra tutte la Sala delle pietre e il Nido dell’Aquila) e dei programmi, in particolare quello per gli attrattori culturali, che presto consentirà di installare al Parco della Rocca le opere donate qualche anno fa da Beverly Pepper al Comune.

Nonostante sia nata da poco, l’associazione vanta già una nutrita attività. Tra le attività già svolte figurano, sempre in collaborazione con l’ente municipale, la mostra di Roberto Bernardi e Raphaella Spence e quelle di Piero Pizzi Cannella Rossella Fumasoni, entrambe nel 2016. Dell’anno scorso sono invece le esposizioni di Marco Tirelli e Robin Heidi Kennedy e, a cavallo tra il 2017 e il 2018, quella di Abel Herrero. Tutte attività accompagnate dalla produzione di ben sette cataloghi d’arte.

Primo suggeritore e poi presidente di “Todi per l’Arte” è Giuseppe Cerasa, giornalista, per vent’anni caporedattore della redazione romana del quotidiano “La Repubblica”, tuderte d’adozione da molti anni. Suggeritore perchè ha proposto l’idea ad alcuni amici volenterosi – tra i quali si annoverano Marco Carbonari, Leonardo Baccarelli, Carlo Rossini, Rinaldo Piaggio, Alberto Vitale, Raimondo Astarita, Mario De Simoni – con uno spirito di contaminazione culturale e di servizio alla crescita della città, facendo dell’associazione – sono parole sue – “un’istigatrice di progetti e di iniziative di altissimo livello”.

“Todi per l’Arte – spiega al telefono Cerasa – è in realtà il prodomo di un’idea ancor più ambiziosa, quella di creare un polo permanente dedicato all’arte contemporanea (la sede ideale sarebbe il Palazzo del Vignola) da caratterizzare con uno spazio riservato ai tanti grandi artisti che hanno frequentato con assiduità Todi e l’Umbria (un primo censimento si è fermato a 46), un’altro spazio dedicato agli incontri a tema e un terzo a grandi mostre temporanee, alcune delle quali collegate al Palazzo delle Esposizioni delle Scuderie del Quirinale, con il quale l’associazione si era fatta tramite per la sottoscrizione di un accordo di collaborazione, già firmato e quindi vigente, con il Comune di Todi”.

Si tratta di un ponte mai utilizzato, ma che potrebbe essere riattivato per creare un forte legame su Roma con degli indiscutibili ritorni in termini di presenze e di visibilità per Todi. Cerasa ha le idee chiare in proposito: “Todi ha bisogno di darsi un’identità forte, deve evitare di rinchiudersi nella sua straordinaria bellezza ed aprirsi al mondo, solo così vedrà crescere i flussi turistici, aumentare i tempi di permanenza, avere di nuovo una sua florida economia. Con l’associazione abbiamo dimostrato che è possibile portare qui artisti di fama mondiale e fare della città un centro di riferimento culturale, facendola uscire dall’atavica torrificazione medievale”.

Prossime iniziative? “Proseguendo nell’idea delle “coppie”, per il 2019 si sta lavorando per proporre al Comune una mostra Di Stasio-Gandolfi. Già per l’autunno 2018, invece, dovremmo realizzare una mostra con le opere del disegnatore Vincino, recentemente scomparso, uno dei personaggi più rappresentativi degli ultimi 40 anni. E’ un impegno che avevamo e che la famiglia ha riconfermato. Sarebbe il primo evento di un ciclo dedicato alla satira, con a seguire delle esposizioni dedicate ad Andrea Pazienza e a Zero Calcare”.

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