L’amministrazione comunale di Todi prende le distanze dal protocollo attuativo della legge regionale 3/2017 contro le discriminazioni di genere firmato giovedì 20 settembre in Regione. Il tavolo di lavoro che si verrà a costituire ha reso ancor più divisiva l’attuazione della già controversa norma passata dopo numerose polemiche ad aprile dello scorso anno. Tale tavolo infatti ha escluso volutamente associazioni di genitori e altri soggetti che avrebbero potuto garantire la libertà educativa sancita dagli articoli 29 e 30 della nostra Costituzione. Viene infatti veicolato il messaggio che la famiglia è il luogo della discriminazione, degli stereotipi e dove si ledono il rispetto e la reciprocità.

Non è condivisibile, d’altronde, l’inserimento di progetti improntati sulle teorie di genere nelle scuole, che inizialmente sono state escluse dall’attuazione della norma stessa, e che ora invece viene presentato come momento fondamentale per il contrasto “degli stereotipi e dei ruoli di genere”.

Siamo altresì convinti della necessità di tutela dei diritti fondamentali del rispetto della vita privata e familiare, libertà di pensiero, di coscienza e di religione, quale premessa fondamentale per l’esercizio del diritto dovere dei genitori di educare i propri figli. Siamo dunque convinti che tali argomenti che di per sé appaiono divisivi e contrastanti prima di essere approvati debbano esser oggetto di un lungo ed approfondito dibattito. Il fatto che nella media Valle del Tevere si sia scelta una strada diversa ci dispiace, in quanto non appare rappresentativa della sensibilità dei nostri territori.

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