Ascoltati questa mattina, in Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, i presidenti delle Province di Perugia e Terni
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La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria ha ascoltato questa mattina i presidenti delle Province di Terni, Giampiero Lattanzi e Perugia, Nando Mismetti, in merito al completamento del progetto di riforma delle Province ed alle criticità che i due Enti si trovano ad affrontare in seguito ad esso, soprattutto rispetto a: manutenzioni della rete viaria e degli edifici scolastici, attività di vigilanza ambientale ed edilizia, gestione del personale e dei servizi associati dei Comuni.

“La riforma delle Province – ha detto il presidente della Provincia di Terni Giampiero Lattanzi – ha lasciato agli Enti alcune funzioni, come strade e scuole, senza però prevedere l’assegnazione di risorse adeguate a farvi fronte. La Provincia di Terni ha circa 1.000 km di strade e circa 23 scuole superiori, praticamente senza risorse anche per la semplice manutenzione. La Provincia versava ai singoli circoli circa 100mila euro all’anno mentre nel bilancio corrente ci sono circa 50mila euro per ogni circolo, con un dimezzamento delle somme. I cantonieri della Provincia hanno provveduto anche ad autotassarsi per comprare alcuni strumenti necessari al loro lavoro. Siamo stato molto penalizzati anche perché le Province commissariate hanno subito un taglio limitato mentre da noi ha portato una riduzione drastica delle spese per la politica. Anche per questo i bilanci 2015 e 2016 non sono stati approvati. Il bilancio 2018 chiude in pareggio (circa 51milioni di euro) grazie al posticipo delle rate dei mutui legato al post sisma, altrimenti avremmo 3milioni di passivo.

Il piano di alienazione degli immobili non procede bene, dato che le quotazioni sono basse e alcune aste sono andate deserte;  è stata venduta l’attuale sede della Provincia e stiamo tentando la stessa strada per l’ex provveditorato. La situazione economica è difficile perché il ministero degli Interni blocca i fondi propri della Provincia e non li assegna perché manca l’approvazione di due bilanci e le norme vengono interpretate in modo restrittivo, privandoci di 25 milioni di euro. Il contenimento della spesa per il personale ha portato ad una migrazione di tecnici e funzionari che hanno cercato ‘riparo’ alla Regione o alla Asl. Ora è difficilissimo riprendere in carico queste persone. Siamo però riusciti a non generare esuberi, ricollocando tutto il personale, che ora ammonta a circa 160 unità (di cui: 3 dirigenti, 8 posizioni organizzative, 65 operatori stradali).

Ci sono forti criticità sul controllo ambientale: abbiamo solo due pattuglie che devono affrontare problemi operativi, insieme ai Carabinieri forestali. I controlli si sono quindi ridotti al minimo rispetto ad abbandono dei rifiuti, controllo della caccia e della pesca e tutela ambientale. Le scuole per fortuna erano state adeguate in tempi recenti. Abbiamo ricevuto circa 6milioni (in tre anni) per l’efficientamento energetico e l’adeguamento sismico per i progetti che abbiamo già approvato. Per le strade le Province spendono oltre 5milioni all’anno ma ne ricevono molti di meno, senza poter coprire nemmeno i costi.
Positiva l’istituzione della centrale di committenza (32 Comuni su 33), funziona bene, abbiamo tempi rapidi e le amministrazioni comunali sono soddisfatte. In Valnerina stiamo gestendo gli impianti sportivi e alcuni eventi. In altre zone ci stiamo occupando della gestione del personale e vorremmo creare una struttura unica per l’assistenza legale ai Comuni. Le funzioni che sono passate dalla Provincia alla Regione ora vengono percepite come più lontane e probabilmente funzionavano meglio prima. Questo vale anche per i centri per l’impiego e per la vigilanza sulle costruzioni.
Avremmo bisogno di poter gestire l’Ente con più tranquillità in termini di bilancio, di poter affrontare le criticità della viabilità (con esami strumentali sui viadotti, per i quali servirebbero circa 2milioni di euro), di manutenzione ordinaria delle scuole”.

Per il presidente della Provincia di Perugia, Nando Mismetti “gli ultimi 4 sono stati anni complicati per le Province. La Provincia di Perugia ha approvato i bilanci di previsione ogni anno. Con il referendum le Province sono un organo costituzionale, con proprie funzioni. La ricollocazione del personale ha riguardato circa 500 persone (su 1000 complessivi).
Questo oggi ci porta ad affrontare compiti importanti, come l’edilizia scolastica, ad avere difficoltà per le figure tecniche. Le funzioni sono state riordinate ed è stato superato lo squilibrio per la Polizia provinciale (erano 120 ora sono 24). Rimane lo squilibrio tra dirigenti e dipendenti (su 500 dipendenti ci sono 16 dirigenti, che con i pensionamenti scenderanno presto a 12).

Oggi la Provincia ha un bilancio di 120milioni di euro all’anno contro i 280 milioni di prima. Abbiamo 2700 km di strade, 110 edifici scolastici, ponti e sottopassi da verificare sono circa 500 (servirebbero 60milioni per le verifiche tecniche). Il patrimonio della Provincia è molto esteso, non ci sono state aste e neppure vendite. Per i prossimi 5 anni prevediamo difficoltà minori: avremo 26milioni di trasferimenti dallo Stato per le manutenzioni stradali. Se la Regione contribuisse con 1milione all’anno potremmo fare interventi importanti. Ci saranno poi 50milioni in tre anni per l’edilizia scolastica. La Provincia fa da stazione appaltante per oltre 30 Comuni, per i piccoli Comuni seguiamo le pratiche dei fondi europei; si potrebbe prevedere di accentrare alcuni servizi fornendo un sostegno importante a molte Amministrazioni comunali medie e piccole.
Predisporremo un documento, da presentare nel convegno previsto per il 26 ottobre a Perugia, sul futuro e le problematiche nazionali delle Province.

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