La questione vaccini non trova pace e cerca sedi sempre più variegate per lanciare i suoi migliori acuti. Il Movimento 5 Stelle, pioniere della battaglia no vax, e la Lega sono da tempo al lavoro per rivedere l’impianto della legge n.119/2019 (cd legge Lorenzin), contrastata, da subito, dai due alleati di governo che non hanno, tuttavia, trovato l’accordo sulla proroga dell’ obbligatorietà delle vaccinazioni a scuola.
Ad oggi, infatti, vige l’obbligo di vaccinazione per i minori aventi un’età compresa tra 0 e 16 anni anche se, per essere ammessi in classe, l’attestazione del suo assolvimento rimane affidata all’autocertificazione dei genitori. Mentre la comunità scientifica, ed in particolare i pediatri, in possesso e in riscontro dei dati oggettivi disponibili, è saldamente schierata su posizioni favorevoli ai vaccini, ritenuti indispensabili per la salvaguardia della salute pubblica, di contro, va registrata la presenza di associazioni e comitati che si sono fatti promotori di diffuse campagne divulgative dirette a denunciarne invece la dannosità senza, comunque, offrire strumenti e soluzioni alternative.

È di tutta evidenza che ci si trovi di fronte ad una tematica molto delicata, che tocca aspetti fondamentali della persona e la delicata comparazione tra diritti costituzionalmente garantiti come quello alla salute e quello alle libertà individuali. Il convegno che si è tenuto a Todi lo scorso 30 settembre, dal titolo “Legge 119/2017: Vaccini tra obbligo libertà e sicurezza”, si colloca proprio all’interno di questa questione.
Chi ha avuto modo di partecipare all’evento, si è subito reso conto del contenuto prevalentemente No Vax, schierato, senza mezze misure, contro la vaccinazione e la sua obbligatorietà, ritenute anche causa diretta di conseguenze deleterie ed irreversibili per la salute.

Non si vuole, di certo, affrontare l’argomento da un punto di vista scientifico poiché, in assenza delle necessarie competenze tecniche, si rischierebbe di aggiungere altra cattiva informazione a quella che c’è già in grande abbondanza. La riflessione che ci interessa fare si colloca, invece, su un altro piano e muove da un episodio increscioso che si è verificato durante il convegno ospitato nella nostra città. Questa è la cronaca di quanto accaduto. Dopo il primo intervento, ha preso la parola la professoressa Alessandra Sensini, microbiologa in pensione dell’ Università di Perugia, la quale, dopo aver premesso che il suo intervento sarebbe stato critico, ha dichiarato, con estrema pacatezza, di sentirsi offesa dalla condanna pronunciata, poco prima, nei confronti di tutta la comunità scientifica e delle società scientifiche che si schierano in favore dei vaccini solo perché pagate dalle società farmaceutiche.

È bastata quell’unica frase per innescare la risentita reazione dei relatori e, nell’impossibilità di proseguire il proprio competente, qualificato intervento, per la ripetuta, continua sovrapposizione di affermazioni contrarie e perentorie da parte dei tre esperti, la professoressa Sensini abbandonava il convegno mentre qualcuno, appena fuori dalla sala comunale, le diceva che aveva avuto un bel coraggio a parteciparvi. Non è sbagliato essere di parte e avere una visione propria della realtà e delle cose. Non lo è neppure organizzare un convegno in cui si sente il suono di una sola campana che, come nella fattispecie, si fa anche portavoce del dolore senza fine di tanti genitori e della sofferenza di tanti bambini a cui è dovuto, in ogni caso, il massimo rispetto.

Quello che lascia, del tutto interdetti è il fatto che una iniziativa aperta alla cittadinanza, non ammetta, invece, alcun confronto risolvendosi, di fatto, nella negazione di ogni altra differente posizione ammettendo che ci vuole coraggio per partecipare se non si è della stessa opinione. Siamo sicuri che in questo modo si faccia il bene delle persone? Ma l’interrogativo può essere posto anche in altri termini: su quali criteri è stato concesso il patrocinio del Comune di Todi e l’uso gratuito della Sala del Capitano del Popolo?

E non si risponda come, sul momento, ha fatto l’ Assessore alla Cultura che l’Amministrazione Comunale non c’entrava niente e che la concessione gratuita, a titolo di contributo, era la conseguenza della richiesta inoltrata, da tempo, dagli organizzatori. Tentativo di difesa oltremodo smentito dall’esistenza ingiustificata di precedenti antefatti in cui il governo di centrodestra ha, invece, preferito negare il patrocinio (commemorazione del 25 aprile) e l’utilizzo degli spazi comunali per l’allestimento di alcune mostre (mostra dedicata ai migranti e quella a Primo Levi). D’altra parte, ha un suo peso specifico la delibera di GC n 237 del 09/08/18 nella cui premessa è dato leggere ” Ritenuto di concedere il patrocinio del Comune di Todi vista l’importanza socio divulgativa dell’iniziativa”.

Davanti ad una tematica di primaria importanza per la salute pubblica, l’aver motivato in questo modo la concessione del patrocinio al convegno, ha un significato ben preciso, ossia l’amministrazione comunale mostra di accogliere e di far proprie le teorie dei No Vax dirette a contrastare le concordi ed unitarie indicazioni fornite, senza tentennamenti, dalla comunità scientifica nazionale e mondiale. La scelta dell’amministrazione avvalla, pertanto, la diffusione, senza la mediazione di un confronto aperto e onesto, di una informazione parziale, sfornita di ogni evidenza scientifica, potenzialmente idonea a generare incertezza fra i cittadini, solo perché si è deciso di dare prevalenza a valutazioni e ad orientamenti politici piuttosto che a dati obiettivi.

Di certo, infatti, non potrà sfuggire la “simpatia” della Lega Umbra, forza di governo anche nel Comune di Todi, i cui consiglieri regionali sembra che abbiano sottoscritto la proposta di legge di iniziativa popolare “Libertà vaccinale”, per dire no alla legge n.119/2017, promossa in tutta Italia da diverse associazioni, gruppi e comitati, tra i quali si annovera anche l’associazione Auret, che avrebbe incassato dai medesimi politici umbri, pieno sostegno anche per la fiaccolata in favore della libertà di scelta vaccinale promossa dalla medesima. Forse il Comune di Todi si deve, ormai, considerare amico dei No Vax!! Una cosa è certa: si impone l’esigenza che chi è alla guida della nostra città garantisca maggiore trasparenza e democraticità nella concessione del patrocinio, dei contributi in denaro, degli spazi comunali e di ogni altra attribuzione. Todi, per la sua storia e la sua tradizione, merita un’amministrazione che sia capace di dare risposte all’intera comunità cittadina e non solamente a pochi eletti.

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