Sullo sviluppo economico dell’Umbria le idee e le proposte sono molte ma i fatti pochi. Negli ultimi 10 anni, rispetto all’andamento italiano (in discesa), la Marche sono i media, la Toscana cresce mentre l’Umbria cala e di molto. Persi 15.000 posti di lavoro. Il resto sono parole “vane”.
Occorre un cambiamento ma con la capacità di fare. Nel bilancio della Regione Umbria occorre, con meno sprechi e inefficienze, avere 100 milioni  di euro, in più all’anno, da destinare alle imprese che si riqualificano, sviluppano innovazioni e reti commerciali e assumono. In cinque anni si potrebbero creare 15/20.000 posti di lavoro: una vera inversione (investendo, in sviluppo, circa 500 Milioni di euro in più).

A questo aggiungere un migliore utilizzo delle risorse europee attraverso un piano di marketing operativo che indirizzi, le opportunità, a “poche filiere strategiche e innovative” con misuratori degli affetti ottenuti in termini di posti di lavoro creati in Umbria. Nel prossimo DEFR (Documento di Economia e Finanza Regionale) mi auguro che tale “detonatore economico” venga previsto e che le categorie economiche dell’Umbria lo chiedano con sempre maggiore incisività.

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