Un concerto della Corale “Madre Speranza” nella basilica del Santuario dell’Amore Misericordioso ha salutato la conclusione del convegno internazionale di Radio Maria, appuntamento con cadenza triennale giunto alla sua settima edizione, sei delle quali tenutesi sempre a Collevalenza di Todi.
Oltre duecento le persone presenti con 80 delegazioni provenienti dai 71 Paesi nei quali Radio Maria, 30 milioni di ascoltatori al giorno, trasmette 24 ore su 24 nelle diverse lingue, con rappresentate anche alcune minoranze linguistiche.
A guidare i lavori Padre Livio Fanzaga, instancabile promotore di questa impegnativa iniziativa editoriale. Lo incontriamo in un momento di pausa dei lavori nella quiete della hall della Casa del Pellegrino.
Padre Livio, perchè proprio qui a Collevalenza?
“Innanzitutto perchè questo è un luogo meraviglioso, ideale per la riflessione spirituale. Un altro motivo è logistico: qui vi sono strutture, spazi e servizi di ospitalità grande livello ed efficienza, capaci di far sentire tutti a casa propria”.
Quali sono gli obiettivi del convegno? “Radio Maria è un progetto comune che, proprio perchè articolato in tutto il pianeta, ha bisogno di momenti di confronto che possano conferire omogenità e coerenza alla nostra comunicazione. Il convegno prevede appuntamenti di aggiornamento e formazione, sia dal punto di vista tecnico che giornalistico”.
Avete delle piattaforme condivise? “La situazione è molto diversificata: in diversi Paesi l’emittente è già da tempo una radio digitale, in altri si lavora ancora in analogico. In molte nazioni siamo fortemente radicati, in altre siamo in una fase più embroniale ma sempre in rapida crescita”.
Vi sono realtà dove Radio Maria incontra delle difficoltà? “Sì, certo, in alcuni angoli del globo la nostra radio è soggetta a controlli e limitazioni della piena libertà di espressione ma questi incontri sono utili anche per aiutare a superare tali difficoltà, condividendo esperienze ed approcci”.
Qual è il vostro rapporto con le nuove tecnologie della comunicazione? “Di grande attenzione. Tutte le radio hanno i loro canali social e una loro presenza sul web. Sono aspetti rispetto ai quali vengono promosse iniziative di formazione continua”.
In Italia Radio Maria è seguita da 2-3 milioni di ascoltatori: pochi, tanti? “Da qualche anno non aderiamo più alle rilevazioni di audi-radio ma vi sia sufficiente sapere che le donazioni degli ascoltori sono la nostra unica fonte di sostegno, quindi è la nostra affezionata platea di ascoltatori a mantenerci in vita e a darci la forza di continuare a crescere”.
Il convegno sta per concludersi. Domani è un altro giorno. Padre Livio è già proiettato sull’incontro che, nella giornata di mercoledì, vedrà le delegazione di Radio Maria di tutto il mondo in udienza generale dal Pontefice in Vaticano. A Collevalenza si tornerà nel 2021.
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Radio Maria è presente in 71 paesi nei cinque continenti con 77 reti, supportate da altre 19 stazioni radiofoniche che trasmettono anche nella lingua locale.
Le emittenti sono: 28 in Europa, 22 nelle Americhe, 21 in Africa (+ 19 stazioni radiofoniche che trasmettono anche in lingua locale), in Asia e Oceania.
Radio Maria si fonda sul volontariato, che anima le trasmissioni e le molteplici attività. Sono 20.000 i volontari di Radio Maria al servizio di 30 milioni di ascoltatori nel mondo.
I Direttori delle 77 Radio Maria nel mondo e delle 19 stazioni radiofoniche in lingua locale sono tutti Sacerdoti della Chiesa cattolica.










