Assistiamo negli ultimi giorni a interventi scomposti riguardo alla posizione di CasaPound in merito all’ipotesi di unificazione degli enti secondari ETAB-La Consolazione e Veralli-Cortesi. A questo proposito ci preme innanzitutto ricordare come CasaPound sieda per la prima volta nella massima assise comunale e come dunque precedenti posizioni politiche altrui non la impegnino. Al di là di questo, riteniamo anche che le valutazioni non debbano essere immutabili, che debbano adeguarsi alle mutate circostanze, e che soprattutto debbano avere come primaria valutazione il benessere e la buona amministrazione degli enti in oggetto. In questo senso, non si può tacere in primo luogo un elemento fondamentale, ovvero che la fusione oggetto di precedente ipotesi, stante il venir meno di agevolazioni in passato previste, prevederebbe un esborso ingentissimo, che potrebbe essere ammortizzato dai risparmi legati al venir meno di uno dei consigli di amministrazione solo col trascorrere di quasi cento anni (!), oltre a comportare la vendita di una fetta importante dei patrimoni degli enti per pagare oneri fiscali che erano stati calcolati in circa 3 milioni di euro, al fronte di un risparmio di poche decine di migliaia di euro annuali.

Di fronte a questi importanti cambiamenti, non in essere nel momento in cui la fusione venne proposta anni fa, l’unica soluzione che le opposizioni sono state in grado di formulare è un ipotetico intervento dall’alto (di governo e parlamento nazionale) che possa prevedere un’esenzione fiscale “ad personam” nel caso di fusione. Ma non si può nemmeno tacere di come la legge regionale preveda una prossima trasformazione degli enti che comporterà tra le altre cose l’introduzione della figura di un dirigente che avrà compiti di gestione, mentre permarrà in capo ai consigli d’amministrazione solo una funzione di indirizzo e controllo. Anche risolvendo le problematiche fiscali con un qualche – improbabile – intervento dall’alto dunque, ci troveremmo di fronte a un megaente-mostro, gestito da un burocrate, e con il concreto rischio che un esiguo risparmio finisca per creare ben altri danni in termini di gestione di enti che, già divisi, presentano complessità derivanti dagli ingenti patrimoni e dagli statuti che devono rispettare le volontà di chi nei secoli ha mostrato la sua generosità nei confronti dei più deboli.

Nel caso della Veralli-Cortesi, infine, vorremmo che non si dimenticasse l’esistenza del testamento del 1902 del benefattore Angelo Cortesi con la previsione di specifiche finalità e indicazioni di destinazione, che costituiscono un obbligo prima che giuridico innanzitutto di ordine etico e morale. E’ proprio alla luce di queste meditate considerazioni che riteniamo che, nella situazione attuale, che non è la stessa come ricordato di 8 anni fa, la gestione separata degli enti sia la situazione preferibile. La nostra coerenza è primariamente una: quella legata prima di ogni altra cosa al benessere della città, che i tuderti ci hanno chiamato ad amministrare, che viene ben prima dei capricci o dei partiti presi.

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