Italia Contadina, del professor Rossano Pazzagli, è stato presentato all'Agrario di Todi nel quinto appuntamento della rassegna "Libri, parole e bit"
rossano pazzagli

Quinto appuntamento di “Libri, parole e bit” all’Istituto Ciuffelli di Todi per seguire nell’aula magna della Cittadella Agraria, assieme ad un nutrito gruppo di studenti e di spettatori interessati, la presentazione del libro “Italia contadina: dall’esodo rurale al ritorno alla campagna”.
L’autore – il professor Rossano Pazzagli, storico, docente dell’Università del Molise – lo ha presentato secondo lo schema 70 anni in 70 minuti. Partendo dalla evidenziazione di alcune caratteristiche della trasformazione in essere dagli anni ’50 ad oggi del modo di produzione, nel libro si lega questa trasformazione del settore primario italiano da contadino ad agricolo a processi di innovazione ed inurbamento, che nei fatti hanno prodotto spopolamento non solo delle campagne, ma anche dei paesi (ogni tanto ha buttato lo sguardo sul modello umbro mezzadrile); abbiamo assistito a modificazioni importanti del paesaggio, modificazioni del reddito, modificazione dei sistemi produttivi, adeguandoci al mercato attraverso i processi di meccanizzazione e attraverso l’uso massiccio della chimica.

Non ha dato la sensazione che si indugiasse in una sorta di manierismo nostalgico in cui si richiama vagamente il “si stava meglio quando si stava peggio”, anzi è sembrato un tentativo di fotografare un processo separando cause da sintomi per fornire strumenti di analisi del presente. In effetti si è arrivati poi a quel presente con la citazione di dati e di casi concreti per cui si assiste ad un effettivo ritorno alla campagna, un ritorno con connotati diversi da quello degli anni ’70 in cui alcuni rifuggivano dalla città o dalla fine degli anni ’80 in cui c’erano i primi segni di insediamento di imprese a conduzione femminile, un ritorno certificato dai dati, che parte dal 2015 e continua costante fino a questo ultimo trimestre del 2018 di cui si devono indagare più profondamente le specificità.

La tesi che sostiene il libro è che ci sono due condizioni per cui questa crescita continui: non si deve legare esclusivamente ad una logica di mercato; deve essere una crescita che non coinvolge una singola azienda, quanto piuttosto un territorio per rispondere alle sfide della modernità.
Stimolato dalle domande sulla consistenza del fenomeno, l’autore ha continuato il ragionamento sostenendo che un ritorno effettivo c’è, ma va reso durevole, va portato oltre il racconto giornalistico che ad oggi mitizza questo ritorno alla terra con effetti positivi e negativi.
Ci vuole un impegno della politica a garantire lavoro e servizi per chi si impegna nella difesa del suolo e nella sua coltivazione per ricavare reddito e per mitigare alcuni effetti devastanti di questo modello di sviluppo nelle campagne: anche da questo impegno passa la riuscita di questa scommessa agricola che alcuni, dalle caratteristiche più disparate, stanno facendo. Come ha sostenuto Pazzagli “ci vogliono strade nuove su vecchi sentieri”.

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