Si parla sempre più spesso dell’importanza strategica del digitale, dell’industria 4.0, dell’Internet Of Think, dell’economia virtuale per favorire lo sviluppo economico delle nostre aziende; ESG89 Group ha voluto pertanto esaminare lo stato di salute di quelli che possono essere definiti i driver di queste nuove e strategiche tecnologie analizzando i bilanci delle società di capitali regionali del comparto IT pubblicati nell’ANNUARIO ECONOMICO DELL’UMBRIA 2019-2020.
Ebbene dall’istantanea scattata risultano essere 36 le società significative che operano in regione con un valore della produzione superiore ad 1 milione di euro. Ecco alcuni indicatori.
Solo 1 di queste supera la soglia di fatturato dei 50 milioni ed è la Vetrya Spa di Orvieto guidata da Luca Tomassini con 60.688.535 euro. A seguire sono 3 le società, tutte operanti a Perugia, con un volume d’affari compreso fra 10 e 50 milioni: UMBRIA SALUTE SCARL, la cooperativa braccio operativo della Regione dell’Umbria nel comparto sanitario con 16.025.099 euro, a seguire PUCCIUFFICIO SRL con un valore della produzione di 10.888.821 euro e infine TEST S.R.L. con 10.645.910 euro.
Sotto ai 3 milioni di fatturato la maggior parte: ben 24 su 36 aziende.
Il fatturato aggregato delle 36 compagini regionali supera i 200 milioni, con la provincia di Perugia che annovera 120.509.000 euro e quella di Terni 80.748.000 euro.
Per quanto riguarda l’utile netto aggregato il comparto regionale rileva 5.866.101 euro. Un dato interessante è che tutte le società esaminate chiudono il bilancio con il risultato netto positivo. Nessuna compagine chiude in perdita. Il dato del patrimonio netto aggregato è confortante in quanto raggiunge la cifra di 40 milioni il che fa ben sperare per la solidità economica del comparto.
Venendo ad esaminare la forza lavoro specializzata che opera nel settore, sono circa 1200 gli addetti occupati. Il numero medio di collaboratori per azienda è quindi di 30/32.
“L’analisi sui bilanci d’esercizio delle società di capitali regionali del comparto dell’IT – commenta Giovanni Giorgetti analista economico e Ceo di ESG89 Group – evidenzia una prerogativa diffusa: in Umbria come nel resto d’Italia esiste prevalentemente una elevata frammentazione di operatori del settore che non raggiungendo un livello strutturato di fatturato non permette di investire abbastanza sugli asset tradizionali del comparto: R&S e risorse umane. Solo 4 società in regione, infatti, registrano un volume d’affari superiore a 10 milioni di euro.
Per cogliere, pertanto, in pieno i benefici macro-economici attuali della trasformazione digitale occorrerebbe creare condizioni di contesto che incentivino sia la collaborazione fra le PMI, sia una governance del processo: si pensi alla creazione di nuove e strette sinergie e reti fra gli operatori dell’offerta, come ad esempio la collaborazione fra pmi e startup innovative, ma anche all’innovazione delle filiere del made in Italy che coinvolga anche le micro e piccole imprese, ed infine alla grande criticità della digitalizzazione mancata della Pubblica amministrazione.
C’è una grande opportunità di fronte a noi – conclude Giovanni Giorgetti – la possibilità di generare anche in questa regione un nucleo di aziende in grado di assolvere alla sempre più marcata esigenza di innovazione e digitalizzazione delle imprese e della Pubblica Amministrazione”.










