L’insegnante avrebbe additato come “troppo brutti”, al resto della classe, due fratellini di colore; il maestro si è difeso dicendo che si sarebbe trattato di un “esperimento”
razzismo scuola

Sarà sospeso l’insegnante della scuola elementare di Foligno che si sarebbe reso protagonista di un presunto episodio di razzismo. Il maestro, supplente, avrebbe infatti fatto girare verso la finestra, con le spalle al resto della classe, due fratellini di colore, un bambino ed una bambina, in quarta e quinta elementare, additandoli al resto della classe come “troppo brutti”, chiedendo loro se ciò non fosse vero.

Gli inqualificabili episodi sono venuti alla luce del sole, grazie alla denuncia degli stessi compagni di classe dei due bambini di colore, che hanno riferito l’accaduto alle proprie famiglie.

L’insegnante si sarebbe difeso, dicendo che non si è trattato di un episodio di razzismo, ma soltanto di un esperimento teso proprio a stimolare l’integrazione tra bambini di diversa etnia.

Posto anche che l’intento del docente potesse essere stato questo, è evidente che le “vittime” di questo esperimento, ovvero i due bambini di colore, sono stati sicuramente sottoposti ad una umiliazione psicologica che non è accettabile, in quanto non possono essere considerati cavie da laboratorio. È evidente quindi, pur con tutte le attenuanti del caso, che il quarantenne docente, abbia dei metodi educativi inaccettabili.

Sulla vicenda ha espresso la propria preoccupazione anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini: “L’episodio così come emerge dalla ricostruzione giornalistica è gravissimo ed estraneo ad una cultura diffusa di rispetto che la terra umbra e la sua gente ha sempre avuto. Ma siamo anche preoccupati di un clima crescente di ostilità e razzismo che si diffonde anche nelle nostre comunità e che ogni giorno proviamo a contrastare. Lo faremo anche questa volta esprimendo non solo solidarietà ai bimbi e alla loro famiglia ma reagendo con decisione a comportamenti così gravi e diseducativi. So il lavoro immenso che ogni giorno fa la scuola pubblica con i suoi docenti e personale e so – conclude Marini nel post – che la scuola troverà la giusta e ferma risposta a questa gravissima vicenda”.

Sulla stessa lunghezza d’onda la Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Umbria Maria Pia Serlupini per la quale si tratterebbe di “un episodio che, se confermato, risulterebbe gravissimo, soprattutto se si pensa che è accaduto a scuola, luogo, come ha avuto modo di dire il Presidente della Repubblica Mattarella, ‘di crescita, di incontro, di conoscenza reciproca, dove si sperimenta la vita di comunità, il senso civico’.

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