C’è anche un po’ di Umbria in Mozambico, dove a causa del ciclone Idai il Paese è in ginocchio. Laggiù, infatti, responsabile dei progetti di cooperazione per il CEFA c’è il giovane umbro Roberto Proietti, un agronomo, ex allievo dell’Istituto Ciuffelli, la cui associazione diplomati si sta mobilitando per fornire un aiuto (qui un articolo che TamTam aveva già dedicato al suo impegno qualche anno fa: http://www.iltamtam.it/2016/09/02/dallafrica-allumbria-ma-anche-il-contrario/)
Il ciclone, che si è abbattuto qualche giorno fa, ha provocato parecchi morti e centinaia di dispersi. La città di Beira, una delle zone più colpite, dove CEFA lavora dal 2017, registra un aumento esponenziale di casi di dissenteria e colera. Nonostante gli aiuti alimentari, moltissime famiglie sono sfollate e non sanno dove cucinare il cibo.
“CEFA si è attivata per distribuire alimenti di prima necessità nelle zone di Dondo, Ceramica e Nhamatanda dove risiedono molti nostri beneficiari”, testimonia via skype Roberto Proietti. “Queste tre zone sono finalmente raggiungibili. Gli aiuti riescono ad arrivare anche se con grande ritardo a cause delle strade dissestate. A oggi, però, non siamo ancora riusciti a entrare in contatto con i nostri beneficiari. Vorremmo arrivare anche a Njangao, altra zona rurale dove lavoriamo con le allevatrici, per vincere la malnutrizione infantile, ma la zona è isolata”.
“La distribuzione di kit alimentari inizierà a brevissimo e forniremo riso, olio, farina di soia e fagioli: 30 kg di alimenti per 15 giorni per ogni nucleo familiare. Le famiglie sono state evacuate dalle loro case e non hanno più nulla, nemmeno un fornello dove cucinare il cibo”, spiega preoccupato il giovane umbro. “Continua a mancare l’acqua potabile e non si trova cloro per disinfettare quella che c’è”.
Cosa rimane del progetto creato da CEFA? “Lo staff locale insieme ai volontari espatriati di CEFA si sono rimessi al lavoro. La nostra sede ha in parte il tetto distrutto e la struttura è stata provvisoriamente riparata con un telone di plastica per evitare che possa allagarsi di nuovo”, prosegue Roberto. “Vogliamo far ripartire il progetto Africa Hand Project, nato nel 2017, che riduce la fame attraverso lo sviluppo del settore lattiero-caseario e agricolo e insegnando alle donne a variare la dieta alimentare per nutrire di più e meglio i loro bambini”.
Il ciclone e le piogge, che solo in queste ore stanno dando un po’ di tregua, hanno spazzato via anche la semina di mais e di manioca che era stata organizzata nei mesi scorsi. Verrà a mancare quindi il prossimo raccolto e si può parlare già di crisi alimentare. Il CEFA sta quindi cercando di organizzare una semina di emergenza per tamponare la situazione drammatica che si profila.
“Siamo seriamente preoccupati”, conclude Roberto Proietti, “ma non ci arrenderemo. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per aiutare queste persone a ricominciare”. Al suo fianco, oltre agli ex allievi dell’Itas Todi, si sta schierando anche il gruppo Edagricole e la rivista Terra e Vita che, in concomitanza dell’evento “C’è terra per tutti” in programma al Ciuffelli venerdì 5 aprile, stanno promuovendo un’azione di sensibilizzazione e di solidarietà nei confronti del Mozambico.
Nel frattempo anche una piccola donazione è importante in questo momento drammatico: per farla è possibile andare sul sito www.cefaonlus.it o con bollettino postale n. 22590400 o con bonifico bancario IBAN: IT66X0707202409032000124915










