Un'iniziativa di solidarietà partita da una giovane ragazza di San Terenziano
casa del cuore 2

C’era una volta… inizia così ogni favola. E anche le fiabe moderne, sguarnite di principesse da salvare e impavidi cavalieri, non possono esimersi da questo incipit.  Dicevamo, c’era una volta nella piccola frazione di Grutti, una ragazza 20enne che rispondeva al nome di Jenny. Dopo il diploma al liceo scientifico di Todi, Jenny, già sospinta da un grande altruismo verso il prossimo, decide di iscriversi alla facoltà di servizio sociale di Perugia.
Proprio in quegli anni arriva a San Terenziano un giovane sacerdote congolese, Don Ghislain, che da subito tenta di coinvolgere i ragazzi del posto. Nel 2012 il religioso propone ai fedeli una missione umanitaria nel suo paese d’origine. Jenny, sua sorella Sara e le amiche Rosa e Agnese, non si tirano indietro e sono pronte a partire alla volta del Congo.

La prima tappa è la capitale Brazaville, dove le ragazze sono impegnate nel volontariato in un orfanotrofio, per poi spostarsi nel piccolo villaggio natale di Don Ghislain, Kingoué.
Qui la realtà è ancor più traumatizzante, orde di bambini abbandonati, denutriti, malati.
Tra le tante storie di disperazione con cui le ragazze si scontrano, una arriva dritta al cuore di Jenny, è quella di Louange. Un piccolo mai riconosciuto dal padre e rimasto orfano di madre. La zia lo prende con sé ma anche lei, improvvisamente, muore. Così la gente del villaggio, ancorata a credi arcaici, ritiene quel bimbo sia uno stregone, foriero di malefici, e intende seppellirlo vivo assieme alla donna. Ma quel giorno la strada di Louange si incrocia con quella di Jenny, che decide che non si può restare inermi.

La giovane prende il bambino con sé e lo porta a Brazaville a curare. Ma non è abbastanza. La missione si conclude, le ragazze rientrano in Italia, ma il pensiero del piccolo Louange affidato ora alle cure della famiglia di Don Ghislain, non lascia Jenny. La ragazza si laurea, e ottenuto l’agognato risultato, decide di partire nuovamente per il Congo, questa volta per restare.
Jenny lascia il suo paese, la famiglia, gli affetti di sempre, per la missione più travolgente e intesa di tutta la vita: diventare la mamma Louange.
E’ il 2013, Jenny ha 23 anni e si stabilisce a Brazaville, ottenendo così l’affido del piccolo.  Dopo 2 anni assieme arriva l’adozione, che nel 2017 viene riconosciuta anche in Italia. Il lieto fine c’è stato, la nostra favola moderna potrebbe concludersi già qui.

Eppure Jenny in questi anni in Congo, dove tutt’ora vive, ha fatto molto di più. Ha deciso che aiutare Louange, non era sufficiente, il suo sogno era poter dare un futuro migliore a tutti i piccoli congolesi.
E’ così che nel 2012 su iniziativa di Jenny, sua sorella Sara e un vivace gruppo di volontari, è nata l’Associazione “Amici del Congo”, il cui primo obiettivo è stata la creazione di un centro d’accoglienza, la “Casa del Cuore”, in cui oggi vivono 20 minori del distretto di Kingoué. Ma l’Associazione non ha solo l’intento di sostenere i piccoli ospiti, bensì anche di creare integrazione in un paese lacerato da disuguaglianze e conflitti etnici tra i due gruppi locali, i bantu ed i pigmei. Infatti metà dei bambini presenti nella Casa del Cuore sono di etnia bantu e l’altra metà di origine pigmea, per dimostrare che la convivenza è possibile.
E i progetti dell’”Associazione amici del Congo” non si fermano qui, è stato creato un allevamento di maiali e un pollaio per sostenersi, insieme a una cooperativa agricola che dà lavoro ai giovani del posto. Ogni fine estate parte il “Progetto Istruzione”, dove con una piccola cifra si può garantire ad un bambino del distretto, una borsa di studio per un anno.
Nel frattempo la “Casa del Cuore” si sta ampliando, in costruzione al momento ci sono la scuola materna, elementare e quella dei mestieri, per offrire sempre a più persone istruzione e competenze.

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