Un giro di rilascio di cittadinanza italiana illegale, con protagonisti persone di origine brasiliana, un’agenzia di affari e due dipendenti comunali. È quanto hanno accertato i Carabinieri di Todi nel corso delle loro indagini. Le persone sotto inchiesta, pubblici ufficiali o incaricati di disbrigo pratiche amministrative, secondo quanto dichiarato dai Carabinieri, hanno portato a compimento attività contraria alla legge.
Il costo di ogni rilascio di cittadinanza andava dai 7 a 10 mila euro e la pratica veniva evasa in tempi rapidissimi, complice un’agenzia di disbrigo pratiche con la connivenza di due dipendenti comunali, un messo ed un addetto dell’ufficio anagrafe, che non rispettavano le procedure. Dal 2016 in avanti sono circa una settantina le persone di origine brasiliana con nonni di origine italiana che hanno ottenuto la cittadinanza in maniera illegale. Misure interdittive per 12 mesi, sono state prese nei confronti dei due dipendenti comunali, accusati di corruzione e istigazione alla corruzione.
Complessivamente sono 9 le persone sotto accusa in un sistema praticato anche in altre parti d’Italia. La titolare dell’agenzia ed un pensionato che la aiutava non potranno più esercitare l’attività. Le persone brasiliane effettuavano le pratiche tramite l’agenzia che affittava gli appartamenti e con l’aiuto dei dipendenti comunali ottenevano in maniera fraudolenta la cittadinanza.
Il Comune di Todi ha fatto pervenire una nota con la quale si “prende atto con amarezza dei provvedimenti che hanno coinvolto due dipendenti del Comune di Todi e che ci sono stati notificati nella mattinata di oggi, nella consapevolezza della massima fiducia nel lavoro della Magistratura e delle Forze dell’Ordine. In tal senso, auspichiamo che le persone coinvolte, nel prosieguo delle indagini, riescano a dimostrare le ragioni della propria innocenza e della mancanza di colpevolezza.
Continuiamo a credere fortemente nel principio costituzionale della presunzione di innocenza, nell’ottica della nostra impostazione garantista. L’amministrazione comunale, in ogni caso, per garantire la massima efficienza nello svolgimento delle indagini, aveva già assunto i provvedimenti relativi alla rotazione del personale e, dove è stato necessario, anche quelli di natura disciplinare.
Spiace dover tornare a sottolineare l’atteggiamento di qualcuno che, nel mentre l’Amministrazione si è trovata ad affrontare con energia e risolutezza la situazione che stava maturando, si è divertito a speculare sui provvedimenti assunti, quasi che fossero stati adottati senza il necessario approfondimento. Adesso non resterà che attendere la conclusione delle indagini, confidando nella loro celerità e nell’efficacia dell’azione della Magistratura e degli inquirenti”.









