La "fattiva collaborazione" tra i due enti pubblici è solo di facciata: verso il raddoppio della spesa per il personale apicale; dubbi sulla legittimità di una delibera
Gentili alfonso

Le nuove Amministrazioni e i nuovi Presidenti di A.P.S.P. Veralli-Cortesi e ETAB-La Consolazione hanno già ampiamente dimostrato di non essere riusciti a realizzare quella fattiva collaborazionetra di loro e quellarazionalizzazione e contenimento dei costi invocate, appena un anno fa, come assolutamente necessarie in un polemico documento dei capigruppo consiliari della nuova maggioranza politica del comune di Todi.

Il Consiglio comunale di Todi nella seduta del 24 marzo 2018, atto n. 23, con singolare fretta e a maggioranza dei voti, aveva approvato l’ordine del giorno prot. 8639 del 16.03.2018 presentato appunto dai capigruppo di maggioranza, più una consigliera, in cui, al secondo punto, si impegnava il Sindaco e la Giunta “ad adottare tutti i provvedimenti necessari ed opportuni al fine di procedere al rinnovo congiunto dei Consigli di Amministrazione di entrambi gli enti (con evidente disparità di trattamento tra i due C. di A. avendo atteso, dopo la fortunosa vittoria alle elezioni del giugno 2017, la scadenza naturale dell’uno e a oltre un anno dalla scadenza naturale dell’altro), anche per garantire una maggiore sinergia e dialogo tra gli stessi, una razionalizzazione dei costi e ottimizzazione dei servizi, nonché una maggiore armonia con l’Organo istituzionale che provvede alla loro nomina”.

Ebbene, a distanza di quasi un anno dall’insediamento dei due nuovi Consigli di amministrazione (14 e 18 maggio 2018) e dei nuovi Presidenti, la fattiva collaborazione non si è realizzata affatto anche se la cosa viene tenuta il più possibile nascosta e la maggiore sinergia e la razionalizzazione dei costi, in particolare per quanto riguarda quelli del personale, è rimasta solo un obiettivo scritto sulla carta dal Consiglio comunale, in quanto la sinergia non si è sviluppata e i costi appaiono tutt’altro che razionalizzati. I capigruppo di maggioranza e il Sindaco, a suo tempo tanto loquaci, anche a sproposito se non addirittura in modo offensivo, ora invece sembrano non vedere “le contrapposizioni e i contrasti” tra i nuovi vertici degli Enti, peraltro non di visione (che oggi del resto sembra mancare a diversi livelli) ma quasi di gestione amministrativa, e si nascondono dietro un assordante silenzio.

L’unica collaborazione che finora, dall’Albo pretorio online comunale, si è vista messa in atto (delibere V. Cortesi n. 24 del 29.06.2018 ed Etab n. 77 del 28.06.2018) è stata quella dell’utilizzazione del dr. M. Galletti mediante convenzione a tempo parziale, in assegnazione però ridotta a sole 12 ore settimanali rispetto alle 18 (50%) richieste dal Presidente di V. Cortesi stante il deciso diniego della Presidente Orsini. La convenzione per l’utilizzo del funzionario tecnico di Etab (Cat D4) presso V. Cortesi ha avuto una durata di circa 5 mesi dal 9 luglio alla data di collocamento a riposo (30 novembre 2018) e ha comportato l’attribuzione della posizione organizzativa (non goduta nell’ente di appartenenza) e delle relative retribuzione di posizione di 4.000 euro annui (utile anche a fini pensionistici) e retribuzione di risultato fino ad un massimo del 25% di quella di posizione, per svolgervi le funzioni di Responsabile del Servizio Patrimonio-Azienda agraria-Economato (P.A.E.) e Vicesegretario.

Per quanto riguarda invece la figura di Segretario e Responsabile del Servizio Amministrativo-Finanziario-Tecnico (A.F.T.), dopo una prima proroga urgente (delib. n. 22 del 25.05.2018) di tre mesi fino a tutto agosto 2018 dell’incarico a contratto a tempo determinato e ad orario parziale di 30 ore settimanali alla funzionaria della Provincia, Dr.ssa E. Susta, la richiesta del Presidente Severi in data 30 luglio 2018 di estendere la condivisione di figure anche a quella del Segretario è andata a cozzare contro il secco “niet” Orsiniano (dimostrando subito una chiara “alta considerazione” della nuova “fattiva collaborazione tra i Presidenti degli Enti” necessaria per i firmatari dell’o.d.g. e per il Consiglio comunale che lo ha approvato).

Questo fatto risulta indirettamente dalle premesse e non dal dispositivo della delibera n. 90 del 01-08-2018 del C. di A. di Etab che non si è nemmeno curata di fornire una risposta scritta a V. Cortesi dato che “detta posizione era già stata espressa nelle vie brevi” (quasi in perfetto stile del nuovo governo legastellato). Tale diniego, tra l’altro, appare sostanzialmente anche in buona continuità con quanto già accaduto 4 anni prima con la delibera n. 85 del 27.06.2014 del precedente C. di A. dello stesso Ente, con cui veniva espressa la volontà di quell’organo in ordine alla “non praticabilità dell’utilizzo congiunto della figura del Segretario“. Con quell’atto veniva infatti categoricamente limitata la durata della nuova convenzione (doverosamente formulata nel rispetto dei limiti previsti dalle norme contrattuali per il relativo compenso) a soli due mesi a partire dal 1° luglio 2014, come poi effettivamente verificatosi a seguito il mancato consenso, pure necessario, del Segretario di Etab e poi anche dell’altro funzionario all’ulteriore proroga della convenzione medesima. V. Cortesi allora si vide costretta a trovare e trovò altre e altrettanto valide soluzioni per garantire la continuità del funzionamento dell’Azienda pubblica medesima e fece volontariamente anche la scelta razionale di non procedere alla copertura a tempo indeterminato e pieno dei relativi posti vacanti al fine di non pregiudicare l’utilità e l’economicità dell’unificazione/fusione dei due enti prevista dagli indirizzi comunali del 2010 e 2012, poi invece lasciata naufragare dalla nuova maggioranza politica comunale come da citato o.d.g., primo punto.

A seguito del diniego del Presidente di Etab in qualche modo avallato anche dal C. di A., sui quali sarebbero dovuti coerentemente cadere gli strali dei capigruppo di maggioranza e dello stesso Sindaco che li aveva nominati e che però non risultano essere stati mai lanciati, V. Cortesi ha pertanto prorogato l’incarico a contratto alla funzionaria provinciale in aspettativa (delibera n. 27 del 31.08.2018) per altri tre mesi fino a tutto novembre 2018, peraltro mantenendole, senza adeguata motivazione, l’orario parziale a 30 ore settimanali senza ridurglielo alle 21 ore dell’incarico originario (delibera n. 35 del 29.09.2017) poi (cfr. delibera n. 1 del 24.01.2018) “temporaneamente aumentato a 30 ore settimanali fino al reperimento di un nuovo Responsabile del Servizio Patrimonio”, che per regolamento e solo in caso di temporanea necessità viene sostituito dal Responsabile dell’altro Servizio e quindi anche con una maggiore spesa non giustificata data la presenza in servizio di tale ultima figura almeno fino a novembre 2018. L’incarico a contratto alla dott.ssa Susta è stato poi ancora prorogato con delibera n. 37 del 19.11.2018 fino al 31 marzo 2019 alle stesse condizioni.

Il successivo tentativo di Etab (delibera n. 105 del 03.09.2018) di condividere invece con V. Cortesi mediante convenzione l’utilizzazione (per 18 ore settimanali ciascuno) e il relativo costo, per una durata non inferiore a 5 anni a decorrere dal 01.12.2018 con possibilità di proroga e senza possibilità per V. Cortesi di recedere nei primi 5 anni, del nuovo funzionario tecnico (Cat. D4), dr. A. Secci, assunto appunto dal 01.12.2018 tramite scorrimento della graduatoria del maggio 2012 (cfr. delibera n. 90 del 01-08-2018 e d.p. n. 122/2018) non risulta parimenti aver avuto successo e, almeno dagli atti pubblicati, non è dato conoscerne il motivo. Il Presidente Severi, invece, con nota del 22.02.2019 ha scritto al Comune di Todi richiedendogli, per non meglio specificate esigenze di servizio, il comando per un anno dal 1° marzo del funzionario contabile C. Santucci, che presso l’Ente di appartenenza aveva da tempo perso l’incarico di Responsabile del Servizio Entrate, scuole e farmacia, la posizione organizzativa e il relativo trattamento economico accessorio della retribuzione di posizione e di risultato. In tale singolare mossa del Presidente di V. Cortesi non risulta facile comprendere dove sia l’interesse dell’Ente amministrato, mentre si capisce fin troppo bene l’interesse del comune di Todi.

Il Sindaco Ruggiano, infatti, di fronte a tali incontrovertibili contrapposizioni e contrasti tra i vertici degli Enti” da lui nominati o indicati, anziché metterli intorno ad un tavolo e richiedere loro quella “maggiore sinergia e dialogo tra gli stessi” e quella razionalizzazione dei costi indicate nell’o.d.g. approvato dal C.C. il 24 marzo 2018, sembra invece aver approfittato dell’evidente situazione conflittuale tra gli Enti per risolvere un annoso problema del Comune a spese di V. Cortesi. La strana richiesta del Presidente Severi è stata così accolta, con inusuale prontezza, dal Sindaco con nota del 26.02.2019 in barba appunto alle “fattive collaborazioni” tra i due Enti di assistenza, propugnate invano dai capigruppo di maggioranza e dallo stesso Sindaco nella famosa seduta consiliare del marzo 2018. Con tale operazione è del tutto evidente che il Comune é finalmente riuscito a “scaricare” sul bilancio di V. Cortesi, rafforzato con il faticoso reperimento di importanti maggiori entrate patrimoniali pluriennali dal precedente governo dell’Ente (Presidente e C. di A.), l’intero costo dello stipendio e oneri indiretti di un suo funzionario di cat. D4, liberando quindi le corrispondenti risorse finanziarie comunali. Tale funzionario risultava in possesso di una buona esperienza professionale in materia di tributi locali ma evidentemente ormai non appariva più collocabile tra le posizioni organizzative comunali, nonostante la mancata riduzione delle stesse prima sbandierata dalla nuova Amministrazione e poi non attuata, né diversamente impiegabile in modo utile all’interno del Comune.

L’operazione del Presidente è stata poi pienamente condivisa, previa “breve discussione” sull’argomento, e conclusa con deliberazioni unanimi del C. di A. di V. Cortesi n. 9 e n. 10 del 1° marzo 2019, rispettivamente di utilizzazione del funzionario contabile in posizione di comando e di attribuzione allo stesso, anziché ad un funzionario tecnico, dell’incarico di Responsabile del Servizio P.A.E. e di Vicesegretario dell’Ente e di una retribuzione di posizione di 12.000 euro annui (utile anche a fini pensionistici) per la durata di un anno fino al 28 febbraio 2020. La retribuzione di risultato nell’importo massimo stabilito (30%) appare addirittura non conforme alle norme contrattuali, con possibile danno per le finanze di V. Cortesi perché nel caso specifico non risulta essere stato fatto ricorso, come sempre in precedenza a decorrere dal 1° luglio 2014, all’istituto dell’utilizzazione a tempo parziale, nell’ambito dell’orario settimanale d’obbligo, di personale degli enti del comparto mediante convenzione al fine di conseguire una economica gestione delle risorse e che prevede l’incremento della misura massima solo per quella forma di rapporto.

Dalle suddette due delibere quello che non si capisce bene è, appunto, se il nuovo C. di A. di V. Cortesi abbia curato, come suo dovere, gli interessi dell’Azienda pubblica che si trova pro tempore ad amministrare o piuttosto quelli del Comune di Todi e se per caso sia questa la “maggiore armonia con l’Organo istituzionale che provvede alla loro nomina” auspicata nello stesso o.d.g. approvato dal C.C. nel marzo 2018 e cioè quella di dover chinare il capo e obbedire ai desiderata se non addirittura agli ordini “superiori”, che comunque nei partiti di destra sono comportamenti che costituiscono un valore e riescono a far guadagnare punti forse più della competenza.

Occorre far notare che durante il quadriennio 2014-2018, V. Cortesi per tale figura ha sempre utilizzato, mediante convenzione a tempo parziale e con orario di lavoro massimo di 18 ore settimanali, che è apparso e risultato anche il tempo sufficiente per le reali esigenze di V. Cortesi, se si vogliono veramente razionalizzare i costi, funzionari tecnici di altri Enti dello stesso comparto contrattuale e piuttosto in possesso anche dell’abilitazione all’esercizio della professione (esame di Stato), in quanto necessaria per poter redigere e firmare perizie di stima dei beni patrimoniali da affittare o riconvertire, oppure progetti di lavori e direzione interna degli stessi – almeno di quelli minori – o per esercitare allora le funzioni di RUP senza costosi supporti tecnici.

Ora la nuova Amministrazione di V. Cortesi, con evidente scarsa cura degli interessi reali dell’Ente, che nella circostanza addirittura rischia di apparire come ente “servente” per le esigenze del Comune, ha deliberato di prendere in posizione di comando a tempo pieno (36 ore settimanali) un funzionario contabile del comune di Todi, non effettivamente utile per gestire un Servizio soprattutto tecnico, tra l’altro anche senza una specifica e adeguata motivazione della scelta. L’operazione di per sé, purtroppo per V. Cortesi, comporta un raddoppio secco dei costi di una delle due figure apicali non giustificabile per le esigenze reali dell’Ente in quel campo di attività, come del resto ampiamente dimostrato dalla efficace ed efficiente gestione delle risorse umane ed anche patrimoniali messa in atto dal precedente governo dell’Azienda di Servizi alla Persona in questione.

Le vicende in questione configurano anche e soprattutto un evidente mancato perseguimento degli obiettivi indicati nell’o.d.g., come sopra approvato dalla massima Assise comunale, sia da parte del Sindaco (e ciò è particolarmente grave, tanto più che lo stesso aveva calorosamente condiviso, sostenuto e votato quel documento) che da parte dei nuovi Presidenti e C. di A. dei due Enti i quali però eventualmente ne dovrebbero rispondere proprio al Sindaco che, solo, ha il potere di revocarli quali rappresentati del Comune (art. 50, comma 8 TUEL). Di fronte a tutti questi recenti accadimenti e fatti anche gravi, i capigruppo di maggioranza, forse perché dotatisi della famosa “saggezza”, ora però “non vedono, non sentono e non parlano”, dimostrando così la loro incoerenza e forse anche la strumentalità del documento a suo tempo firmato e presentato al Consiglio. Il Consiglio comunale, anche tramite i suoi organismi interni, dovrebbe non solo indirizzare ma pure controllare l’azione di governo ed esecutiva-gestionale e utilizzare tutti gli strumenti persuasivi o sanzionatori previsti dall’ordinamento comunale affinché gli indirizzi e gli obiettivi, che il massimo consesso cittadino democraticamente individua e fissa, trovino sempre effettiva attuazione, altrimenti il Consiglio stesso rischia di perdere sia la sua autorevolezza che addirittura la sua credibilità tra i cittadini che rappresenta.

A distanza di pochi giorni dall’adozione delle due sopra indicate deliberazioni si è, inoltre, verificato un altro e più clamoroso colpo di scena: lo stesso C. di A. di V. Cortesi, su “relazione illustrativa” del suo Presidente, ha approvato un’altra deliberazione in materia di organizzazione dell’Ente, la n. 13 del 15 marzo 2019, questa volta non all’unanimità ma a maggioranza con un voto contrario, senza però indicarne il nome come invece necessario e quindi rimasto ignoto, misteriosamente o furbescamente non è dato sapere (a proposito di trasparenza). Tale delibera non solo cambia radicalmente le carte in tavola ma lascia anche intravedere un prossimo ulteriore raddoppio di spesa per il personale apicale dell’Ente invece della “razionalizzazione e contenimento dei costi” indicata dal Consiglio comunale come obiettivo, ma che in realtà solo il processo di fusione tra i due Enti, avviato e portato a buon punto ma poi lasciato irresponsabilmente affondare forse anche per esigenze di altra natura, avrebbe potuto effettivamente garantire insieme agli altri benefici sul piano dell’efficienza di un’unica ASP e dei servizi strutturati già erogati o ancora da produrre e offrire per far fronte ai non pochi bisogni sociali tuttora non soddisfatti nel Tuderte. Tale delibera, che risulta avere efficacia dal 1° di aprile 2019 (sarà un caso?) è stata pubblicata solo il 4 aprile all’Albo pretorio online del comune di Todi e, però, già da una semplice lettura appare, oltre che raffazzonata e non esaustiva, anche palesemente illegittima sotto più di un profilo, con le possibili connesse responsabilità a vari livelli.

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