Sui recenti fatti che hanno sconvolto la sanità e le alte sfere del Pd regionale non c’è molto da aggiungere. Prima di tutto c’è da attendere l’evolvere delle indagini, ma vista la mole di accuse, la ritualità di certi comportamenti e gli illustri nomi interessati possiamo dire sin da ora che no, non siamo affatto stupiti. Magari sconfortati sì, perché vorremmo sempre il meglio per la regione e per i suoi cittadini, ma quando la realtà si svela agli occhi di tutti in maniera così improvvisa, nessuno può più mentire a se stesso: sono cose che si sapevano e adesso è bene – e ora – che certe pratiche clientelari vengano una volta per tutte sradicate.

Da una parte non possiamo che sperare nella magistratura. Siamo fiduciosi che chi avrà il compito di farlo saprà individuare e punire i protagonisti di questi sordidi giochetti, ma speriamo che riuscirà a farlo senza far ricadere le colpe sui bravi amministratori che ogni giorno fanno il loro dovere in silenzio.

Ciò che preoccupa, invece, è le strumentale gazzarra – mista a squallida “baldoria” – che tutta la destra sta facendo in questi giorni, ritagliandosi l’imbarazzante ruolo di moralizzatrice. Un ruolo che, a ben vedere le vicissitudini che da nord a sud li vedono coinvolti, non crediamo si confaccia loro appieno.

Dal nostro canto stiamo lavorando senza sosta per cominciare a governare questo territorio in modo diverso: in noi c’è la piena convinzione ed il fermo impegno ad amministrare senza queste pratiche. La nostra posizione ce lo impone, la nostra totale estraneità alle sfere del potere ce lo permetterà: ora è chiaro a tutti come da oggi siamo l’unica forza che può vantare nessuna contiguità con questo sistema di potere che ha distrutto il tessuto economico, sociale e morale dell’Umbria.

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