Aumenta di ora in ora la pressione intorno a Palazzo Donini, sede della Presidenza della Regione, con la governatrice Catiuscia Marini assediata dall’opposizione e dai media e, in parte, anche dal suo stesso partito.
Il commissario del Pd Verini, tornato da Roma da un incontro con i vertici nazionali, ha fatto prima visita a Palazzo Donini per poi recarsi nella sede del partito. Verini ha dichiarato che la Marini sta valutando la situazione e che spetta a lei qualsiasi decisione in merito.
Nel frattempo la Lega ha lanciato l’hashtag #Marinidimettiti e, al contempo, una raccolta di firme tra i cittadini per chiedere le dimissioni della Presidente. Se la Marini dovesse mollare, l’articolo 64 comma 1 dello Statuto della Regione Umbria prevede il subentro nella carica, fino alla elezione del nuovo Presidente, del Vice Presidente, designato fra i componenti della Giunta per l’ordinaria amministrazione.
I consiglieri regionali dei gruppi di opposizione “Misto Ricci presidente – Italia civica”, Movimento 5 Stelle, “Misto Fiorini per l’Umbria” annunciano intanto di aver depositato formale richiesta di istituzione di una Commissione di inchiesta sul sistema dei servizi sanitari, secondo quanto previsto dall’articolo 54 dello Statuto della Regione Umbria. L’iniziativa, oltre che dall’inchiesta in corso, sarebbe dettata dalla “necessità di una ricognizione immediata politico-istituzionale e organizzativo–gestionale sul sistema dei servizi sanitari regionali, per definire atti legislativi e di gestione per un sistema preventivo di monitoraggio e controllo”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier Di Maio che ha attaccato Zingaretti proprio per la posizione sulla Marini: “Di fronte allo schifo che sta emergendo Zingaretti dice ‘spero che prevalga il senso di responsabilità’. Un segretario serio – ha affermato il vicepremier – dopo 5 minuti avrebbe espulso dal partito quella gente. Io l’ho fatto con De vito in 30 secondi, questa è la differenza tra il M5S e un partito ‘rinato stanco’ come il Pd”.








