Progetto avanzato dal Consigliere Comunale Floriano Pizzichini, attraverso un ordine del giorno, per contrastare gli effetti della chiusura delle attività commerciali nel centro storico
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Recuperare i locali vuoti e sfitti per migliorare l’immagine della città e sostenere le attività commerciali di prossimità. Questo il progetto, denominato “Adotta una Vetrina“, presentato dal Consigliere comunale Floriano Pizzichini di Todi Civica attraverso un ordine del giorno. Il commercio di prossimità sconta, anche a Todi, come nel resto del Paese, la forte concorrenza dei Centri commerciali e, sempre di più, delle vendite on-line. Elementi che, uniti alla crisi economica degli ultimi anni, hanno determinato, anche nella nostra città, la chiusura di numerose attività commerciali. 

“In questo quadro – dice Pizzichini – si determina un lento ed inarrestabile spopolamento dei centri storici, cui non sfugge purtroppo neanche quello tuderte. La chiusura delle attività commerciali danneggia l’immagine cittadina e la sua capacità turistico ricettiva. Non di meno, lo spopolamento dei luoghi abitativi, determina aree meno controllate e pertanto a maggior rischio micro criminalità. Va preso atto inoltre che le vetrine delle attività chiuse, in molti casi, risultano abbandonate, sporche e non consone all’immagine cittadina. L’amministrazione comunale ha intrapreso una serie di azioni volte a sostenere ed incentivare nuove aperture, cui vogliamo dare un ulteriore contributo”. 

“Pertanto – conclude Pizzichini – si chiede al Sindaco e alla Giunta di realizzare, come fatto già in altri Comuni italiani, il progetto “Adotta una Vetrina”. Tale progetto prevede la possibilità per i negozianti, previo accordo ( privato) economico col proprietario dell’esercizio chiuso, di utilizzare, quale spazio espositivo, la vetrina attualmente chiusa. Il Comune si impegnerebbe a consentire – ove necessario-  una variazione temporanea della destinazione d’uso dei locali, salvo, alla fine dell’utilizzo, farla rientrare nella categoria iniziale. Al locale inoltre andrebbe applicata una aliquota agevolata per l’Imu e l’esenzione per la Tari, come se il locale fosse vuoto, non prevedendo alcuna tassazione aggiuntiva per gli affittuari”. 

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