Il gestore del servizio idrico regionale, vuole fare chiarezza sul nuovo sistema tariffario, efficace dal 2018
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Replica di Umbra Acque, a diversi articoli di stampa, sul tema delle tariffe ed in particolare dei conguagli in corso. Il gestore idrico smentisce la correttezza delle interpretazioni fuorvianti che ne sono state date.

“Le bollette che stanno arrivando agli utenti – si legge nel comunicato di Umbra Acque – sono già calcolate con la nuova tariffa e quindi includono il conguaglio della tariffa che è efficace, per disposizioni dell’ARERA, dal 1 gennaio 2018.

Per le utenze domestiche residenti la nuova articolazione tariffaria ha lasciato invariata la tariffa base. È invece stata incrementata la tariffa agevolata per la quale sempre l’ARERA ha posto il vincolo che dovesse essere tra il 50% e l’80% della tariffa base, per questo fissato dall’AURI al 72,9%. L’incremento della tariffa agevolata è quindi legato al fatto che precedentemente era inferiore al 50% della tariffa base.

Da precisare, inoltre, che l’Autorità è venuta incontro agli utenti “economicamente disagiati” prevedendo il diritto ad un bonus sociale idrico – che può essere richiesto esclusivamente al proprio comune di residenza o ai CAF autorizzati- calcolato moltiplicando la tariffa agevolata per il quantitativo di acqua essenziale per il soddisfacimento dei bisogni da tutelare (18 mc/abitante/anno) e per ciascun componente il nucleo familiare”.

Riguardo al metodo pro-capite e numero componenti nucleo familiare, “Umbra Acque, come tutti gli altri gestori che non applicavano la tariffa pro-capite, divenuta ora obbligatoria, non dispone dell’informazione relativa alla composizione del nucleo familiare perché precedentemente non necessaria.

Le informazioni anagrafiche di dettaglio, in coerenza con le normative di legge in materia di trattamento dati personali, non potevano ne’ possono essere nella disponibilità di Acea, socio privato di Umbra Acque.
Per queste situazioni è stata la stessa ARERA –e non il gestore- ad aver previsto per le utenze domestico-residenti la fatturazione di default assegnando – presuntivamente –  tre componenti (la famiglia media standard), fissando al 1 gennaio 2022 il termine per consentire ai gestori l’acquisizione dei dati per allineare i sistemi di fatturazione alla reale composizione del nucleo familiare, arrivando così alla tariffa pro-capite effettivi. La tariffa con il metodo pro-capite standard con tre componenti applicata ai single ha determinato per loro un beneficio e non una penalizzazione. Le fasce di consumo pro-capite sono state infatti moltiplicate per tre, consentendo di applicare tariffe più basse su quantità di consumi maggiori.

Dimostriamolo con un esempio.
Il single “Mario” ha consumato nel 2018 60 mc di acqua. Umbra Acque non sapendo che Mario è single ha applicato il metodo standard con tre componenti. La prima fascia a tariffa agevolata è pari a 90 mc (30×3). Quindi al Sig. Mario tutti e 60 i mc consumati nel 2018 sono stati addebitati alla tariffa agevolata per l’acqua pari a 0,8269 €/mc. Totale spesa acqua €49,14.

Se Umbra Acque avesse saputo che il Sig. Mario è single avrebbe dovuto applicare il metodo pro-capite effettivo che per lui è per un componente. La fascia di consumo a tariffa agevolata sarebbe stata applicata solo su 30 mc per una spesa di €. 24,81. I restanti 30 mc sarebbero stati addebitati alla tariffa base di 1,1350 €/mc per una spesa di €. 34,05. Totale spesa acqua €58,86.
Una maggiore spesa acqua di €. 9,72 a cui aggiungendo l’IVA si arriva a € 10,70. Quindi il Sig. Mario, grazie al metodo standard con tre componenti, ha risparmiato nel 2018 €. 10,70”.

“Ribadiamo nuovamente – si legge ancora nella nota – che per Umbra Acque non ci saranno benefici economici da questa operazione, ma al contrario maggiori costi per la più complessa gestione amministrativa; infatti, per espressa disposizione dell’ARERA, i ricavi teorici del soggetto gestore restano invariati tramite compensazione sulla successiva manovra tariffaria di quelli eventualmente maggiori.
Pertanto nessun extra profitto per i soci, sia ACEA che i Comuni. Peraltro Umbra Acque nemmeno quest’anno ha distribuito utili ai soci, destinandoli a rinforzare la struttura patrimoniale della società.

Quanto agli incrementi tariffari negli ultimi anni, rispetto ai dati pubblicati, gli incrementi effettivi sono stati: per il 2016 +5,50%; per il 2017 +6,26%; per il 2018 – 0,09%; per il 2019 + 1,79%. Ciò a fronte di regole di sistema che avrebbero consentito incrementi ben maggiori in relazione al fabbisogno concreto di investimenti del territorio servito”.

“Il debito complessivo verso i Comuni alla data del 31/12/2018 ammonta ad € 6.290.616 (ad €. 4.897.993 al netto dei crediti che la società vanta dagli stessi comuni per consumi idrici) ed il suo pagamento è regolato da un Piano di rimborso quinquennale a rate costanti, con inizio nell’anno 2017 e fine nell’anno 2021, inserito nel Piano Tariffario del quadriennio 2016/2019 approvato dalle competenti ATI n.1 e ATI n.2 dell’Umbria (ora AURI). 

La società, dunque, sta adempiendo agli impegni assunti attraverso regolari e costanti pagamenti ai Comuni. Infatti alla data del 31/12/2014 il debito ammontava a 14 milioni di euro”.

In merito all’utile del 2018 – pari ad euro 4.212.396 – l’Assemblea Ordinaria dei Soci del 06 maggio u.s. ha deliberato di destinarlo interamente a riserve del Patrimonio Netto, e per oltre 4.000.000 in una riserva specificatamente vincolata alla realizzazione di nuovi investimenti.

Inoltre Umbra Acque ha ordinariamente reinvestito i propri utili al fine di rafforzare patrimonialmente la società, attraverso una gestione efficiente che deve guardare all’equilibrio economico e finanziario ed alla qualità dei servizi; risultati –questi- raggiunti nonostante la tariffa nell’esercizio 2018 abbia subito un decremento dello 0,09% rispetto al 2017.
Più in generale, sul fronte degli investimenti, nell’esercizio 2018 la società ha realizzato opere e infrastrutture per oltre 26 milioni di euro, con particolare attenzione alla riduzione delle perdite idriche. Nessuna condanna da parte della Corte di Giustizia Europea
Quanto alla conformità a norme Europee, i territori gestiti da Umbra Acque non sono mai stati oggetto di condanna da parte della Corte di Giustizia Europea in materia di depurazione e fognatura”.

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