Cara Marsciano,
oggi devo dirti che sono felice di essere nato e cresciuto nel tuo ventre.
Ne sono felice perché sei come me: discreta, silenziosa, quasi invisibile. Perennemente in bilico fra un passato che non vogliamo lasciar andare e un futuro ineluttabile.
È in corso un’altra campagna elettorale. Io non so chi ti amministrerà e neanche me ne importa. Sarò felice a prescindere, perché sei un foglio bianco. Racchiudi, nella tua monotonia, un’infinita gamma di possibilità.
Come si fa a non liberare la fantasia, davanti a un foglio bianco?
Sono felice perché non hai il Duomo di Orvieto o i santi di Assisi. Non hai la storia di Roma o i grattacieli di Milano. Non sei ingabbiata in nessuna identità granitica. Te la puoi scrivere come vuoi. Quindi amministrarti…dovrebbe essere una gran figata!
Sono felice perché non hai un parco pubblico fluviale sulle rive del Nestore.
Perché hai un museo delle conchiglie ma nessuno lo sa e si son perse le chiavi!
Perché hai una pista ciclabile che gira su sé stessa e non porta da nessuna parte.
Perché hai una delle piazze più estese dell’Umbria e l’adibisci a un banale parcheggio!
Perché hai la stessa illuminazione pubblica di un capannone abbandonato.
Perché hai un arredo urbano nevrotico quasi come il tuo asfalto.
Perché hai un circuito di frazioni invidiabili, ma non si sa né come raggiungerle, né per quale motivo.
Perché hai le torri del centro storico immerse nel buio.
Perché hai la Villa Bocchini che non è ancora la nostra “Villa Borghese”.
Perché hai l’area fra le mura e il locale Citrus che non offre jazz dal vivo nelle sere d’estate (!!!).
Perché hai delle chiesette affrescate sempre chiuse a doppia mandata.
Perché hai concerti gratuiti, con tutti i posti riservati……però gratuiti eh!!!
Perché hai Via XX Settembre e Via Umberto I che non trasmettono musica filodiffusa.
Perché hai vecchi mulini, vecchie fontane, vecchie fornaci e vecchie concezioni di “promozione turistica”.
Perché hai un ascensore pubblico che la notte di Natale resta chiuso.
Perché hai il campanile che domina tutto, ma di salire a vedere il panorama non se ne parla.
Perché hai un’uscita dall’E45 che mette voglia di rientrarci subito.
Perché ti genufletti davanti ai costruttori di centri commerciali, ma non trovi uno spazio decente in cui un pittore locale possa mettere in mostra le sue opere, o una band locale possa provare le sue canzoni.
…potrei andare avanti a lungo a dipingerti come ti vedo. Ma sono felice, perché chi ti ama veramente non ha tempo di annoiarsi. Se lo fa, è solo un “amore” da campagna elettorale.
Forse non hai ancora avuto un sindaco abbastanza altruista da realizzare quei progetti che iniziano a dare frutti durante il mandato del sindaco successivo! Forse abbiamo un po’ tutti avuto lo sguardo corto, le ambizioni addomesticate. Tutti un po’ figli del “si è sempre fatto così”, invece di aprirci a una domanda che accende ogni cosa: perché no? L’hanno fatto altri, perché non possiamo farlo noi?
Vorrei che il futuro sindaco si facesse delle lunghe passeggiate a piedi fra le tue strade, minimo una volta al mese. Ogni volta in un rione o una frazione diversa. Per tutto il mandato. E che ogni tanto si prendesse qualche giorno di ferie per andare a vedere cosa avviene fuori, in altri comuni, altri stati, per poi riportare a casa un’idea, un progetto, una voglia, un contatto, una scoperta…
Sei un foglio bianco.
La tua – voglio pensarla così – è una nuova adolescenza, protesa verso una nuova maturità. Spero riuscirai ad essere coraggiosa, come quegli adolescenti che vivono veramente non quando risolvono i problemi…ma quando se li creano!
È l’unico modo, se vuoi crescere davvero.
Tirare a campare, significa estinguersi.
Giuro che hai le potenzialità. Farò la mia parte come potrò, affinché non rimangano tali.

Tuo figlio, Davide

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