Per la Procura l'ex assessore, che non si è ancora dimesso da consigliere regionale, non è uscito dalla gestione della cosa pubblica; dalle indagini altre alterazioni ai concorsi
bocci barberini

La Procura di Perugia ha chiesto al tribunale del Riesame il ripristino degli arresti domiciliari per l’ex assessore regionale alla sanità Luca Barberini, che non si è dimesso da consigliere regionale e che “non è uscito dalla gestione della cosa pubblica”.
Nella richiesta di appello si legge che Barberini nel corso dell’interrogatorio di garanzia “ha fornito una versione fantasiosa e assolutamente non aderente” ai dati acquisiti nelle indagini, indagine che “non sono ultimate essendo emerse altre procedure selettive oggetto di alterazione”.
L’udienza per decidere in merito è prevista per martedì mattina, con il rischio, pertanto, che per Barberini si riaprono le porte degli arresti domiciliari.
Arresti domiciliari dai quali vorrebbe liberarsi l’ex segretario del Pd Gianpiero Bocci, che verrà ugualmente interrogato sempre martedì dal gip, lo stesso dinanzi al quale si era avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia del 19 aprile.

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