Due giorni di convegno prende le mosse da quella che gli stessi promotori definiscono la “stasi culturale” nella ricostruzione e nel restauro post-sisma
terremoto norcia basilica san benedetto crolli 30 ottobre 2016-2

Nasce da un’esigenza, da una preoccupazione, ma anche da un’ambizione, la prima edizione delle Giornate dell’Architettura e del Restauro al suo esordio con il convegno “Terremoto 2016. Un’etica per la ricostruzione tra memoria e futuro” in programma per le intere giornate di mercoledì 5 e giovedì 6 giugno, a partire dalle ore 9, al Teatro Cucinelli di Solomeo generosamente messo a disposizione dall’imprenditore umbro.

Promossa da ArchiLogos, gruppo di architetti umbri di recente costituzione – Gino Puletti, Marco Petrini Elce, Bruno Gori, Giovanni Bianconi, Roberto Fioroni -, e dalla Fondazione Umbra per l’Architettura (F.U.A.) con la presidente Maria Carmela Frate, l’iniziativa si avvale di un prestigioso Comitato Scientifico composto dai maggiori esperti italiani sul tema, professori e architetti di chiara fama quali Riccardo Dalla Negra, Giovanni Carbonara, Antonio Pugliano, Pietro Paolo Pellegrini, Bruno Toscano, Paolo Belardi.

Obiettivo del convegno, ampliare gli orizzonti e il dibattito sul restauro architettonico, accendere i riflettori sulle complessità e criticità della ricostruzione post-sisma, sollecitando l’adesione ad un approccio nuovo, diverso da quello sin qui adottato. In pratica si tratterebbe di affiancare al necessario dato tecnico, quello culturale, etico, economico. paesaggistico di un territorio e di chi lo vive.

Siamo preoccupati dal modello adottato nella ricostruzione post-sisma dell’Italia Centrale – dichiarano i fondatori di ArchiLogos –. Un approccio dettato quasi esclusivamente da normative tecniche ed economico-amministrative, che lascia in secondo piano l’aspetto qualitativo, culturale e metodologico. Mentre etica e qualità dovrebbero indirizzare ogni intervento.”

Con i patrocini dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Perugia, del Comune di Perugia, Comune di Corciano, Assemblea Legislativa Regione Umbria, Università degli Studi di Perugia, il convegno apre ad un confronto interdisciplinare, animato da architetti, ma anche da storici, critici d’arte, soprintendenti, economisti, sociologi ed antropologi capaci di portare spunti utili a chi oggi sta vivendo la progettazione post-terremoto e in particolare alle nuove generazioni. Saranno ben 22 i relatori delle 5 sessioniIl sale della Terra, Lo Stato delle cose, Crimini invisibili, Nel corso del tempo, Ritorno alla vita – coordinate dall’architetta e giornalista Paola Pierotti e affidate a prestigiosi protagonisti del pensiero e dell’architettura contemporanea. Solo per citarne alcuni, giungeranno in Umbria gli architetti Joao Soares, Olimpia Niglio, Vincenzo Latina, Marco Ermentini, Riccardo Dalla Negra, Antonio Pugliano, Guendalina Salimei, gli storici dell’arte Bruno Toscano e Roberto Pasini, l’economista Luigi Fusco Girard, il regista Alessandro Scilitani.

Quella che il convegno propone è una missione ambiziosa – proseguono da ArchiLogos -, punta ad elevare il livello qualitativo dei progetti. Ambiziosa ma necessaria.” Anche perché volta a ripensare le fondamenta stesse di una professione in cui “Diventa vitale il ruolo dell’architetto quale figura “culturale”, capace di affrontare l’analisi e il progetto attraverso una visione ampia e multidisciplinare della realtà.” Ma non è tutto qui. “Terremoto 2016” sarà infatti soltanto la prima tappa di un percorso di più ampio respiro che ArchiLogos sta mettendo in campo “Abbiamo dato vita ad un progetto, le “Giornate dell’Architettura e del Restauro”, occasione di anno in anno per incontrarci e fare il punto sui temi architettonici di particolare rilevanza, locale, nazionale o internazionale che sia.”

E proprio per rendere più efficace l’importanza di un’azione costante nel tempo, sarà presentato in chiusura di convegno l’Osservatorio permanente, punto privilegiato di attenzione che dall’Umbria si aprirà ad intercettare tematiche di più ampio e complesso respiro relative al restauro e alla progettazione, ai loro aspetti artistici, culturali ed operativi, nonché alle loro ricadute sociali ed economiche.

Il che vuol dire che “Terremoto 2016” – conclude ArchiLogos – sarà solo un punto di partenza. Dal convegno non ci aspettiamo la ricetta valida per tutte le stagioni, ma il confronto con progettisti che hanno saputo intercettare nel loro lavoro le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma, in cui il restauro architettonico si fa risposta ad un’esigenza vitale della collettività e del contesto.”

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