Il risultato elettorale delle elezioni amministrative massetane, tutt’altro che scontato visto il terremoto nazionale insieme alla biasimevole vicenda regionale che di certo ha fatto la sua parte nel contribuire a “decimare”, tranne alcune eccezioni, quei comuni umbri da decenni inespugnate piccole, medie e grandi roccaforti del centro sinistra e andate al voto amministrativo domenica 26 maggio e dunque fattori temutissimi e prevedibilissimi anche per il risultato di Massa Martana, ma ad onor del vero qui mai ritenuto dato assolutamente per certo dai più incalliti e rari ottimisti a oltranza nonchè irriducibili esorcisti della certezza dei numeri sulla carta pur essi a favore dell’altra parte della barricata, quel risultato ha di fatto premiato, in buona sostanza e in larga misura, la continuità decennale dell’azione politico-amministrativa dell’Amministrazione uscente a guida Bruscolotti consentendo al suo vice sindaco del secondo e ultimo mandato, il tra qualche giorno 39 enne Francesco Federici, di occupare per i prossimi cinque anni la poltrona di primo cittadino e con lui un gruppo quasi totalmente rinnovato che lo affiancherà in giunta e in consiglio. Qui quel terremoto nazionale, quella vicenda regionale, quei numeri a favore, la lista concorrente che avrebbe dovuto “approfittarne”, nulla hanno potuto.
La vittoria di Federici è scaturita dai consuntivi presentati e da quanto ha annunciato di voler fare in futuro, esplicitati nella sua campagna elettorale oculatamente gestita con moderazione e sobrietà, correttezza e realismo, in totale sintonia e unità di intenti con la sua squadra. E all’occorrenza supportati, se necessario, da dovute, tempestive ed efficaci puntualizzazioni e risposte alle stoccate e affondi dello sfidante Barlozzari.
Via via che il disegno prospettico su Massa Martana dei due aspiranti sindaci si andava dispiegando a 360 gradi negli incontri con la popolazione in tutto il territorio comunale, fino ai comizi finali di venerdì dai quali Federici e i suoi uscivano in netta e palese superiorità di convincimento, l’orientamento e l’umore dell’elettorato si è andato progressivamente intravedendo sempre più chiaro. Certificando alla fine che, ancora una volta, la prevalenza dei cittadini-elettori massetani chiamati periodicamente a scegliere da chi dover essere rappresentati ed amministrati rifugge, ormai da circa un ventennio e fatta salva una dimenticata quinquennale interruzione, da quelle tipologie di compagini-aggregazioni civiche, costruite allo scopo ma strutturalmente disomogenee, rissose, multi espressive di variegati contenuti ,finalità, interessi e visioni politiche spesso anche confliggenti tra di loro. Da parte sua il giovane neo Sindaco, non si è perso d’animo e forte della sua decennale esperienza politica, popolarità e indole caratteriale, ha vinto la sua prima, impari, battaglia, compiendo il capolavoro di aver saputo far incetta di consensi nell’elettorato costituente il “soverchiante” e storico bacino elettorale locale di centro destra, enormemente rimpinguato col voto europeo espresso negli stessi istanti di quello amministrativo dai medesimi elettori e convincendone approssimativamente, si stima, 500-600, ad essere però, anche per loro, il nuovo Sindaco; consentendogli di superare ampiamente Barlozzari e arrivare primo al traguardo con la ragguardevole differenza di 190 voti dalla sua.










