Non si possono lottizzare le nomine di Gepafin e Umbria Salute. Con le dimissioni della presidente Catiuscia Marini i superstiti della giunta regionale devono occuparsi solo dell’ordinaria amministrazione e ciò non comprende la nomina dei cda e dei collegi sindacali degli enti e delle società partecipate che avverrebbero secondo consuete logiche di spartizione di incarichi nelle quali per l’ennesima volta nn si terrebbe conto dei criteri di merito, qualità e competenza.
Il ministero degli Interni attraverso la prefettura deve bloccare il risiko delle nomine. Risulta che la giunta abbia chiesto e ottenuto il rinvio dell’assemblea per l’approvazione del bilancio di Gepafin proprio allo scopo di provvedere alle nomine quindi all’individuazione dei nuovi componenti del consiglio d’amministrazione e del collegio sindacale. Stesso discorso per Umbria Salute, altro carrozzone, la cui data di fissazione per incoronare i prossimi amministratori è stata fissata al 4 giugno.

Il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli si improvvisa Napoleone. Nonostante i fatti di Concorsopoli, che da un mese e mezzo riempiono le cronache dei giornali, e le schede del centrodestra che soltanto domenica hanno colmato le urne dell’intera Umbria, l’assessore prova a piazzare qualche altra bandierina mediante la lottizzazione delle nomine di enti e società partecipate. Tutto ciò va impedito poiché, in questa fase, ciò che rimane delle macerie dell’esecutivo regionale deve occuparsi esclusivamente dell’ordinaria amministrazione. Andare avanti con queste modalità è vergognoso, ritengo questo comportamento irresponsabile e irriguardoso nei confronti degli umbri per i quali finalmente è sempre più vicino il cambiamento.

 

condividi su: