I fondi europei rappresentano una vitale opportunità per l’economia dell’Umbria, risorse importanti soprattutto per le piccole e medie imprese, particolarmente colpite dalla crisi e dal difficile accesso al credito.
Paradossalmente, però, in Umbria risulterebbe che la maggior parte dei fondi andrebbero ai più grandi gruppi industriali!
Analizzando i dati pubblicati dalla Regione Umbria sui beneficiari dei fondi POR FESR 2014 – 2020 emergerebbe infatti che su oltre 700 imprese percettrici (escludendo enti pubblici e società partecipate) le prime 70 avrebbero percepito più della metà dei fondi, per oltre 43 milioni di euro.
Presumo che la ragione di tale “concentrazione” sia che le grandi imprese hanno maggiori risorse finanziarie e umane per presentare i progetti, mentre i piccoli e medi imprenditori avrebbero più difficoltà a rivolgersi a professionisti privati in grado di muoversi nel complesso labirinto dei bandi europei.
Tale situazione rischierebbe tuttavia di rendere i “forti” sempre più forti e i “deboli” sempre più deboli.
Una semplice soluzione potrebbe essere la creazione di sportelli dove professionisti del settore possano fornire gratuitamente o a basso costo consulenza e assistenza per studiare i bandi e presentare i progetti per accedere ai fondi.
In cima alla tabella si leggono grandi imprese di eccellenza, tra cui Fucine Umbre, il cui presidente e amministratore delegato, Antonio Alunni, sarebbe anche presidente di Confindustria Umbria.
Tale associazione di categoria, assieme alla Regione, Gepafin, Sviluppumbria e ad altri enti potrebbero avviare subito tale iniziativa di accesso ai fondi europei per il maggior numero di imprese possibile, magari estendendolo anche a quelle agricole e ai Comuni.
In questi mesi delicati si deciderà inoltre la Programmazione 2021 – 2027. Riteniamo vitale che la Regione si impegni per garantire maggiore attenzione e sostegno alle tante piccole e medie imprese umbre, che rappresentano la base (troppo spesso dimenticata) della nostra economia!

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