Dopo lo stop al CAS e al progetto Free Life, niente proroga e chiusura dell'ospitalità lo scorso 2 giugno; sorte segnata anche per lo Sprar ancora attivo?
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Nell’estate dell’anno 2017, quando si è insediata a Todi l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Ruggiano, sul territorio del Comune di Todi, erano presenti quattro progetti inerenti l’accoglienza di richiedenti asilo e protezione internazionale, profughi e vittime di tratta: uno Sprar, un Centro di accoglienza straordinaria (CAS), un centro per minori stranieri non accompagnati ed il Progetto Free Life. Lo ricorda una nota delle forze di maggioranza che sostengono la Giunta municipale tuderte.

Come noto, il Consiglio Comunale di Todi nella seduta del 30 novembre del 2017 ha approvato una mozione in merito all’adesione e prosecuzione di progetti per l’accoglienza di migranti ed in particolare ha impegnato il Sindaco e la Giunta Comunale a non rinnovare i progetti ai quali era già stata adesione. In linea con quanto annunciato in campagna elettorale dal centrodestra, e con l’impegno assunto in Consiglio Comunale, la Giunta Comunale al 31 dicembre 2018 ha richiesto alla Prefettura di Perugia la chiusura del CAS, che puntualmente è avvenuta.
Successivamente, nel mese di gennaio di quest’anno la Giunta Ruggiano non ha dato adesione alla nuova progettualità del progetto Free Life, prendendone peraltro le distanze a livello di Zona Sociale, Regionale e Nazionale.
Da ultimo non ha aderito alla richiesta di proroga da parte dell’Autorità Responsabile del Progetto sui Minori Stranieri Non accompagnati, portando di fatto alla conclusione di tale progetto lo scorso 2 giugno.

“Coerentemente con le linee di indirizzo fissate – si legge nella nota – la Giunta Comunale valuterà le azioni all’interno della zona sociale per la gestione del progetto Sprar ancora attivo, la cui scadenza naturale è fissata per il 31 dicembre 2019″.

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