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Lunedì 17 Giugno, alla presenza di molte autorità tra le quali il nuovo Sindaco di Marsciano, si è svolta la commemorazione di Giuseppe Briganti, a cui è intitolata la caserma dei Carabinieri di Marsciano. L’Anpi ha voluto ricordare questa figura a 75 anni esatti dalla sua uccisione da parte dei nazifascisti.

Il Corpo dei Carabinieri di Marsciano non volle collaborare con quell’abominio storico che fu la Repubblica Sociale eterodiretta dai Nazisti e Briganti fu colui che, attivamente, tenne i rapporti con le formazioni partigiane che operavano sul territorio. Decise di ricoprire un ruolo di alto valore e grande responsabilità: fu catturato da una pattuglia tedesca, torturato e ucciso proprio il 17 giugno del ’44.

Oltre alla doverosa presenza che il ruolo istituzionale le impone, non abbiamo sentito alcun riferimento a quel periodo storico da parte del Sindaco Francesca Mele, nessuna condanna dei carnefici delle nostre forze dell’ordine (tra le quali ricordiamo i dodici militari dell’arma fucilati alle fosse ardeatine), nessuna riflessione sulla nostra storia.

Francesca Mele, con un azzardato volo di fantasia, da questa commemorazione dinnanzi agli uomini dell’Arma, ai rappresentanti dell’Anpi, agli studiosi che hanno contribuito a riportare alla luce questa storia e alla presenza dei nipoti dello stesso Briganti, è riuscita solo a tirare fuori elettoralistiche frasi sul bisogno di implementare la presenza delle forze dell’ordine (punto presente in tutti i programmi elettorali) e scontate frasi di circostanza.

Possiamo immaginare che si tratti di una dimenticanza? Confidiamo vivamente che sia solo questo: non vogliamo in alcun modo pensare che la nostra massima istituzione cittadina sia in imbarazzo su questi argomenti, con la paura, magari, di scontentare una parte cospicua del proprio elettorato più intransigente. Non ci interessa il gioco del gridare al fascismo: non è il nostro stile né, tanto meno, la tattica con la quale intendiamo affrontare l’opposizione a questa maggioranza, ma il capolavoro di dire il nulla rispetto ad una storia come quella di Giuseppe Briganti è un pessimo inizio di Consiliatura.

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