Il Comune intende inserire il restauro nell'ambito del piano di arredo urbano del centro storico
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L’Amministrazione comunale di Todi ha chiesto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia di supportare il restauro della statua di Giuseppe Garibaldi attraverso una pulizia superficiale del marmo. Un intervento che andrebbe inserito all’interno del progetto dell’arredo urbano del centro storico che sta giungendo a termine grazie al contributo della Fondazione.

“In occasione della ricorrenza dell’arrivo a Todi di Giuseppe Garibaldi, l’11 luglio 1949, con gli ex combattenti della Repubblica Romana braccati dagli Austriaci – informa l’assessore Primieri – l’Amministrazione Comunale intende rendere omaggio al grande protagonista dell’epopea risorgimentale, nonché artefice dell’Unità italiana. La straordinaria vicenda dell’eroe dei due mondi si è incontrata con la storia della città che per questo gli ha dedicato una Piazza, una statua e persino il cipresso secolare alto 36 metri e della circonferenza di 2 metri, piantato sempre nel 1849 da un tuderte nel sottostante giardino pensile”.

Con l’occasione va anche ricordato che l’11 luglio 1849 Garibaldi giunse a Todi da Terni con Anita incinta e già febbricitante. I Repubblicani Tuderti offrirono una sella nuova e più comoda all’eroina e quella sulla quale aveva cavalcato fino ad allora venne lasciata ai tuderti che l‘hanno conservata come una reliquia fino ai nostri giorni. Come sappiamo Anita morirà qualche giorno dopo nelle valli di Comacchio.

L’iniziativa di erigere un monumento all’eroe dei Mille fu promossa a Todi dalla Società dei Reduci, la quale, il 10 luglio 1880, nominò fra i suoi membri un Comitato, presieduto da P.Leli, cui affidare la direzione dei lavori. L’autorità municipale più volte stanziò fondi per l’erezione della Statua, anche se apporti economici sono giunti dalla cittadinanza attraverso pubbliche sottoscrizioni.
Nel 1885, il concorso artistico vide vincitore il bozzetto del perugino G. Frenguelli che rappresenta Garibaldi in posa con la spada e in atteggiamento riflessivo “come pensante ai futuri destini della patria”.

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