In ballo c'è l’utilizzo della sorgente dei Monti Martani denominata Acqua Canale, che Giano dell’Umbria vorrebbe utilizzare per realizzare un acquedotto
Acqua sorgente

Si profila una “guerra dell’acqua” tra il Comune di Massa Martana e quello di Giano dell’Umbria in ordine alla futura utilizzazione dell’acqua della sorgente denominata Acqua Canale, ubicata sui Monti Martani.
Nella seduta del Consiglio Comunale di Massa Martana del 30 luglio scorso, è stata approvata all’unanimità la mozione a sostegno della Comunanza Agraria di Massa Martana, al fine di contrastare il progetto presentato dal Comune di Giano dell’Umbria, che prevedrebbe l’utilizzo della sorgente per servire, tramite una linea di acquedotto, le abitazioni e le attività turistico-ricettive situate in loc. Torretta nel Comune di Giano dell’Umbria, quindi per scopi diversi dagli usi civici previsti per quella sorgente. Inoltre, nel progetto non viene considerato che la Comunanza Agraria di Massa Martana è contitolare, insieme agli abitanti di Montemartano, del diritto di uso civico sui terreni interessati dall’opera e sulla sorgente oggetto di utilizzazione.

Il Comune di Massa Martana, ha intenso quindi di fare proprie le istanze e le osservazioni della Comunanza Agraria di Massa e di invitare il Comune di Giano a sospendere qualsiasi iniziativa riferita alla progettazione in questione.

Di seguito il testo integrale della mozione deliberata dal Consiglio Comunale massetano.

“Mozione unitaria di sostegno alla Comunanza Agraria di Massa Martana in merito al progetto del Comune di Giano dell’Umbria denominato “Acquedotto in Montemartano, loc. Torretta”.

Premesso che la Comunanza Agraria di Massa Martana ha  inviato al Comune di Massa Martana apposita nota informativa circa il progetto presentato dal Comune di Giano dell’Umbria relativo alla realizzazione di un acquedotto in Monte Martano, loc. La Torretta.

Considerato che il progetto presentato, oggetto di  conferenza dei servizi decisoria ed asincrona ai sensi della Legge n. 241/1990 come modificata dal Dlgs. n. 127 del 30.06.2016, consta di relazioni, elaborati grafici e disegni tecnici che per opportuna conoscenza sono stati trasmessi a questa amministrazione.

Considerato che l’intero consiglio comunale ha partecipato all’assemblea degli utenti della Comunanza Agraria durante la quale è stato illustrato il progetto.
Ritenuto di fare propri i seguenti punti approvati nell’atto deliberativo assunto dall’assemblea della Comunanza Agraria, che di seguito si riportano:

Verificato che il progetto in questione riguarda l’utilizzo  della sorgente di Acqua Canale, posta territorialmente in Comune di Spoleto,  in area SIC, su terreno di proprietà dello stesso Comune, per servire tramite una linea di acquedotto le abitazioni e le attività turistico – ricettive situate in loc. La Torretta nel Comunedi Giano dell’Umbria.

Considerato che la Comunanza Agraria di Massa Martana è contitolare, insieme agli abitanti di Montemartano, del diritto di uso civico sui terreni interessati dall’opera e sulla sorgente oggetto di utilizzazione, da tempo immemore e come riportato in documenti storici fra cui la Concordia Cenci risalente al 1741.

Verificato che negli elaborati progettuali forniti non viene mai fatto riferimento all’esistenza di tale diritto che risulta essere  preminente rispetto a qualsiasi altra forma di utilizzazione della sorgente, ma anzi dal progetto è evidente un utilizzo prevalente e prioritario per scopi diversi da quelli dell’uso civico.

Ritenuto che l’impostazione progettuale sia fondamentalmente errata in quanto non parte dalla considerazione di soddisfare il diritto di uso civico in via prioritaria, e se necessario in via esclusiva, fattore questo in ipotesi possibile per cause diverse fra cui la riduzione della portata d’acqua della sorgente.

Considerato che la perdita o la limitazione di tale diritto non può essere tollerato in alcun modo dalla collettività massetana che  anzi ritiene necessario difendere l’esistenza di tale diritto che rappresenta una conquista dei propri avi.

Vista la Legge 168/2017 che all’art. 3 comma 1, lettera f) individua quali beni collettivi i corpi idrici sui quali i residenti del Comune o della frazione esercitano usi civici e che gli stessi beni, così come definiti dal  comma 2 “costituiscono il patrimonio antico dell’Ente collettivo, detto anche patrimonio civico o demanio civico”.

Ritenuto opportuno che il Consiglio comunale di Massa  Martana si esprima rispetto a tale problematica supportando l’azione della Comunanza Agraria di Massa Martana tutelando gli interessi della collettività massetana rispetto ad un bene prezioso quale è l’acqua e l’utilizzo di corpi idrici posti tra l’altro in zona montana, su territorio inserito in ambito SIC e soggetto ad uso  civico.

Con la seguente votazione resa per alzata di mano DELIBERA

1. di fare proprie le istanze e le osservazioni della Comunanza Agraria di Massa Martana rispetto al progetto relativo all’acquedotto in  Montemartano, loc. Torretta, presentato dal Comune di Giano dell’Umbria ed allegato al presente atto.

2. Di ritenere che tale progetto comporti una perdita dei diritti di uso civico della collettività massetana, ragion per cui conseguentemente si può valutare soltanto negativamente il contenuto dello stesso.

3. Di invitare il Comune di Giano a sospendere qualsiasi iniziativa riferita alla progettazione in questione e di invitare anche il Comune di Spoleto, quale titolare dell’area in cui è ubicata la sorgente e contitolare dei diritti di uso civico ad approvare analoga mozione a tutela dei diritti delle collettività di Massa Martana e di Montemartano di Spoleto.

4. Di richiedere, altresì, al comune di Giano dell’Umbria, che il comune di Massa Martana – come portatore di interesse pubblico cui può prodursi pregiudizio per effetto dell’assunzione del provvedimento – sia invitato, ai sensi dell’art. 7 L. 241/90, alla partecipazione alla conferenza dei servizi in premessa citata.

5. Di ritenere necessario, come esplicitato anche nell’atto della Comunanza Agraria che qualsiasi ipotesi progettuale relativa  all’utilizzo di beni soggetti ad uso civico da parte di terzi, sia oggetto di confronto preventivo con i titolari del diritto e venga inquadrata nell’ottica complessiva di sviluppo sostenibile del territorio montano.

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