Sono passati appena due giorni dallo svolgimento del Consiglio Comunale di Todi e si leggono le conclusioni di molti soggetti partecipanti.
Personalmente non ho alcun motivo per rispondere o per esprimere assenso o dissenso verso i soggetti partecipanti. Non è il mio compito. Dico solo che non concordo con molti di essi ma pazienza continuerò la mia battaglia sperando di aggregare altri, soprattutto i cittadini.
Aggiungo che mi aspettavo molto di più. Mi aspettavo maggiore concretezza da parte dell’attuale facente funzioni di Presidente della Regione Fabio Paparelli.

Non posso apprezzare le sue proposte equivalenti al nulla e mi sento offeso perché ha tentato di vendere anche quel nulla che portava. Inutile il Suo arrampicamento sugli specchi per cercare di convincere la platea degli ascoltatori che era portatore di fatti nuovi. Invece portava solo il nulla, e spero che molti concordino sul vuoto delle proposte e il tentativo di venderle per novità. Todi chiedeva e chiede certezze per un vero Ospedale e in questa ottica, intanto, il rafforzamento del punto nascita; perché da tale rafforzamento, sicuramente aumenteranno anche le nascite. Le nascite si aumentano semmai aiutando le famiglie con una diversa politica dei servizi iniziando dalla scuola. Non mi pare questo per ora un problema che affligge questa comunità e che rappresenta comunque il primo punto del problema delle nascite, ancora meno dell’ospedale.

Tuttavia non vogliamo sottovalutarlo, ma non capiamo cosa ci azzecchi con il tema in discussione. Ricordo che il tema sono l’Ospedale e le sue strutture mediche.
Il tema sollevato, per ora, lo ritengo fuori luogo, e quasi offensivo. Inoltre mi è difficile il capire la chirurgia leggera e penso sia difficile spiegarla pure ai cittadini. Le altre proposte le ritengo ancora di minore valore. Credo dunque decisamente che non sia stato fatto nessun passo avanti. Anzi alcune affermazioni come quelle relative al personale e alla collaborazione con l’ospedale di Perugia siano molto preoccupanti perché prefigurano un disimpegno totale in ogni momento. Sarebbe come un opificio senza alcun lavoratore da esso dipendente. Ogni giorno è buono per chiudere senza tanti problemi. Mi associo invece a chi ha scritto di essere soddisfatto per la partecipazione dei comuni limitrofi anche se sarebbe grave se non pensassimo che gli interessi giustamente non sono tutti uguali. Basta pensare a quando Todi ha perso rispetto ai Comuni vicini, solo per lo spostamento della sede ospedaliera. Un danno che chi non aveva la sede non può averlo subito. Anche la vicinanza con altre sedi ospedaliere, o abitudini consolidate di rivolgersi ad altri ospedali fanno sentire meno il disagio di oggi. In ogni caso ringrazio anche io tutti con sincerità e convinzione, per la presenza all’incontro, ma dobbiamo sapere che la battaglia più grande è sulle spalle della nostra comunità. Sono ancora convinto che una manifestazione pubblica andrebbe fatta. E presto.

Sono anche convinto che vanno ribaltati i termini della controversia, perché tale è, e che in definitiva occorre battersi per un’ospedale e non solo per un punto nascita che comunque nessuno ancora ci assicura. La base su cui discutere è perciò l’urgenza, l’emergenza e la rianimazione, unita alla gestione autonoma delle risorse. Questo è il vero obiettivo. Se non sarà questo l’obiettivo non sarà un vero ospedale ma qualcosa per cui non so se valga la pena di battersi.
Con i cittadini dobbiamo essere chiari e fare la nostra battaglia fino in fondo.

condividi su: