Dopo un anno e mezzo di gestione, la società che si occupa degli spazi culturali e dell'ufficio di informazione e assistenza al turista traccia un primo positivo bilancio dell'attività
la porta alessandro

La stagione turistica canonica si appresta a calare il sipario con l’approssimarsi della fine dell’estate che coincide, per Todi, anche con il primo anno e mezzo di gestione degli spazi e servizi culturali e turistici da parte della Coop Culture, subentrata dalla primavera 2018 a seguito di un bando di gara strutturato per favorire un approccio integrato e sistemico.

Coop Culture, un colosso con oltre 1700 dipendenti attivo in 250 siti in tutta Italia (tra i quali il Colosseo, Villa Adriana, i musei reali di Torino, la Valle dei Templi di Agrigento), gestisce il museo-pinacoteca, le cisterne romane, il tempio di San Fortunato, il Nido dell’Aquila-Lapidario, il teatro comunale e, novità nella novità, l’ufficio di informazione e assistenza al turista.

Come sta andando questo nuovo corso? Lo chiediamo al dottor Alessandro La Porta (in primo piano nella foto), capo commessa di Coop Culture. “Abbiamo avuto bisogno di un periodo di ambientamento, che ci ha aiutato a capire che le formule, pur di successo, non sono valide tal quali ovunque. Todi è una città che ha necessità di attenzioni particolari, che abbiamo sperimentato. Altrove abbiamo una biglietteria unica, qui ne abbiamo dovute attivare tre per andare incontro ai turisti che hanno una percezione della città come un unico contenitore culturale nel quale muoversi“.

Dove avete investito di più?Innanzitutto sulla presenza di personale altamente qualificato, sulla standardizzazione delle procedure e sull’innalzamento della qualità dei servizi, anche in aspetti solo apparentemente marginali quali l’introduzione della biglietteria elettronica, la personalizzazione dei ticket, la realizzazione di una nuova segnaletica turistica, da implementare e completare, il tutto in perfetta armonia con il Comune, con cui l’intesa è massima“.

Cosa avete in serbo per l’immediato futuro?Stiamo lavorando per l’apertura di un book shop a San Fortunato, dove è già stata portata la copertura wi-fi, un servizio ormai irrinunciabile per i visitatori. L’attesa maggiore è però per il completamento della riqualificazione dei voltoni comunali: ad ottobre dovrebbero partire i lavori per la chiusura vetrata, necessari per dare vita ad un vero e proprio salotto della città, dove organizzare eventi, presentazioni, degustazioni, vendita di prodotti e gadget“.

A livello di offerta turistica?Innanzitutto puntiamo a fare sistema con altre realtà dove già operiamo, quali Assisi e Foligno, ma anche con il resto della regione, che va promosso in modo unitario. Intendiamo lavorare poi sul vernissage e sulla valorizzazione di siti di pregio, a partire dalle cisterne, uno dei luoghi più richiesti e visitati. Quindi anche sull’integrazione delle varie proposte culturali, aprendosi al territorio, a sinergie tra pubblico e privato e alla diversificazione dell’offerta, ad esempio puntando anche su quella didattica, che può aiutare a sostenere flussi stabili“.

Soddisfatti dunque?Al momento, purtroppo, i conti sono in negativo ma era prevedibile che all’inizio fosse così; stanno migliorando, anche grazie a presenze turistiche in crescita. Siamo molto soddisfatti del personale, tutto locale, coordinato da una tuderte, Francesca Tenti. Possiamo fare bene. Serve solo tempo, collaborazione e possibilità di programmazione di medio-lungo periodo“.

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