Il Documento di economia e finanza 2020/2022 della Regione Umbria verrà discusso dall’Aula consiliare martedì 17 settembre
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La Prima commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Andrea Smacchi, ha approvato il Documento di economia e finanza (Defr 2020/2022) della Regione Umbria. Hanno espresso voto favorevole i consiglieri del Partito democratico mentre Lega e M5S hanno bocciato il Defr, che verrà discusso dall’Aula consiliare martedì 17 settembre 2019. Prima del voto si sono svolte le audizioni con l’assessore Giuseppe Chianella (Trasporti – Lancio Acs (link is external)) con il presidente della Giunta, Fabio Paparelli (Fondi comunitari, Ricostruzione) e con l’assessore Fernanda Cecchini (Ambiente, Agricoltura, Cultura).

PROGRAMMI COMUNITARI. Fabio Paparelli ha illustrato il report sul Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) spiegando che l’Umbria ha raggiunto gli obiettivi indicati e otterrà per questo anche un contributo aggiuntivo. Le misure finanziate attraverso bandi riguardano soprattutto creazione di impresa, start up innovative e tecnologiche, microcredito; interventi nella ree del Cratere sismico; ricerca e sviluppo sperimentale, efficientamento energetico; soluzioni innovative e e-commerce, investimenti innovativi. Anche gli obiettivi del Fondo sociale europeo sono stati raggiunti e quindi non verranno persi fondi, che pure dovranno essere redistribuiti tra i quattro assi risultati più performanti.

TERREMOTO E RICOSTRUZIONE. Il presidente della Giunta ha poi spiegato che sono pervenute 1500 domande di contributo per la ricostruzione privata. L’Ufficio speciale per la ricostruzione ha una dotazione di personale “ridotta e non sufficiente”, 600 domande hanno già ricevuto contributi per circa 100 milioni di euro; ci sono 800 pratiche in istruttoria (di queste solo 230 sono in capo all’Ufficio regionale) e solo di 100 pratiche non è iniziato l’iter. Entro il 30 settembre i cittadini devono comunicare a quale professionista hanno conferito l’incarico per il progetto relativo ai danni lievi. Questo per accelerare i termini per la ricostruzione e accorciare di conseguenza l’erogazione dei fondi per la autonoma sistemazione. Le procedure sono complesse, anche per le imprese, che devono rispettare le normative antimafia e tutti gli adempimenti legati alla legalità. Le domande presentate fino ad ora sono state poche rispetto a quelle stimate (circa 9mila). Non è del tutto chiaro il motivo, forse legato alla forte presenza di seconde case, per le quali l’urgenza del recupero potrebbe risultare meno impellente. Se, avvicinandosi la scadenza dei termini, arriveranno migliaia di domande tutte insieme gli uffici avranno difficoltà, a causa della penuria di personale, ad evadere le pratiche. Il relativo iter potrà essere seguito attraverso procedure informatiche, evitando di recarsi negli uffici. Gli interventi più complessi di ricostruzione antisismica con tecnologie avanzate potranno essere messi in atto per gli edifici pubblici mentre gli alti costi li renderanno più complessi per quelli privati.

SVILUPPO RURALE. L’assessore Fernanda Cecchini ha evidenziato che sono state impegnate il 73 percento delle risorse disponibili. Il controllo della capacità di spesa da parte dell’Europa avviene anno per anno. L’Umbria è in regola per il 2018 e, rispettando il trend attuale, anche per il 2019. Nell’ambito dell’Ocm Vino l’Umbria ha potuto contare su 1,2 milioni di euro aggiuntivi, passando da 6 ad oltre 7 milioni di euro, dato che ci sono stati assegnati i fondi delle Regioni che non hanno rispettato gli obiettivi.

AMBIENTE. Cecchini ha ricordato che prosegue l’attuazione del Piano Aria, con particolare attenzione alla situazione della conca ternana. Il termine per la riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti è stato spostato al 2030 ed è stata quindi aggiornata la programmazione regionale, prevedendo una tassazione per i Comuni che conferiscono una quantità maggiore di quella assegnata. I livelli di raccolta differenziata nei primi sei mesi del 2019 portano a stimare al 65 percento l’obiettivo che verrà raggiunto alla fine dell’anno.

CULTURA. L’assessore ha infine evidenziato che i Fondi per gli “attrattori culturali” rivolti ai Comuni incontrano diverse difficoltà, anche a Perugia, dove le risorse per il Turreno non sono state utilizzate nonostante esse vadano impegnate e rendicontate entro quest’anno. Sono stati messi a disposizione 1,8 milioni di euro per 19 progetti legati alle imprese creative e culturali. Viene previsto di destinare 1 milione di euro per l’area di Monteluce a Perugia. 

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