Avrà un ruolo strategico nell'ambito del sistema delle cure primarie e delle AFT e potrà assistere i malati cronici anche a domicilio
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Sta arrivando anche in Umbria, l’infermiere di famiglia per la promozione della salute e il self management delle malattie croniche, per l’assistenza a domicilio e la gestione della continuità assistenziale del percorso tra ospedale e territorio. La Usl Umbria 1 è già scesa in campo per formare questa innovativa figura professionale con un incontro che si svolgerà giovedì 12 settembre a Villa Umbra (ore 9-14) che introduce il training formativo insieme ai colleghi del Piemonte, una delle pochissime regioni italiane dove il servizio è già attivo.

Il sistema delle cure primarie, infatti, è chiamato sempre più ad affrontare la vera sfida del futuro, vale a dire l’organizzazione dei servizi per la salute dei cittadini alla luce dell’aumento della cronicità e della difficile sostenibilità dei sistemi socio-sanitari stessi. E con il Piano Regionale della Cronicità e l’istituzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) nelle cure primarie, l’Umbria ha fatto un grande salto in avanti e si è impegnata ad introdurre e formare delle figure infermieristiche che, in sinergia con i medici di famiglia e le altre professionalità distrettuali, svolgeranno un ruolo fondamentale non soltanto nell’ambito della medicina di iniziativa ma anche in quello dell’assistenza domiciliare e della presa in carico del paziente.

La figura dell’infermiere di famiglia si rivolge soprattutto ai malati cronici e alle loro famiglie: aiuta i pazienti ad adattarsi alla malattia ed alla disabilità cronica, evitando ricoveri inutili e mantenendo il malato il più possibile in famiglia, garantendo la continuità delle cure alla dimissione ospedaliera e, in generale, educando a stili di vita salutari anche in relazione alla propria patologia.

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