1° maggio 1919, sul primo numero de “L’Ordine Nuovo”, Antonio Gramsci scrisse: “Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza”. Questa frase si adatta a pennello per commentare le manifestazioni degli studenti contro il cambiamento climatico che si sono tenute, anche a Terni e Perugia, lo scorso 27 settembre.

Per Rossano Rubicondi, “sensibilizzare le masse sulla questione ambientale è un passo fondamentale. Tuttavia denunciare la situazione esistente rischia di essere un esercizio sterile se non si indica un’alternativa. Perché è solo attraverso il cambiamento dello stato di cose presente, e non attraverso comportamenti individuali, che si può realmente invertire il processo che sta portando il pianeta al collasso ecologico.

Nel contesto della nostra regione – continua Rubicondi – sono molte le cose che è possibile fare per contribuire a evitare la catastrofe ambientale. Nel nostro programma proponiamo cinque punti chiave che riteniamo possano contribuire in modo significativo a limitare i danni del cambiamento climatico e alla salvaguardia dell’ambiente in generale:

–          Salvaguardia del territorio: il territorio umbro va risistemato per eliminare il rischio idrogeologico, o almeno ridurlo, e fare in modo che, in caso di pioggia, non vengano giù intere colline come è successo recentemente a Monteleone di Spoleto.

–          Investimenti nel trasporto pubblico su gomma e su rotaia, per disincentivare l’uso dell’auto, riducendo così le emissioni di CO2 e di polveri sottili e decongestionando le nostre città.

–          Sbarrare la strada all’apertura di nuovi inceneritori, e chiudere gli impianti inquinanti esistenti, come ad esempio l’inceneritore di Maratta a Terni. Una piccola regione come l’Umbria può gestire il ciclo dei rifiuti in modo molto più efficiente creando un’unica azienda regionale a controllo pubblico per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti e facendo della nostra regione un modello di raccolta differenziata, trasformando i rifiuti in una risorsa che produca ricchezza da cui tutti i cittadini possano trarre beneficio.

–          Rivalutazione del territorio umbro dal punto di vista della produzione di energia da fonti rinnovabili. 

–          Lotta alle infiltrazioni criminali nei settori dell’edilizia, che ha cementato enormi quantità di suolo con piani regolatori scellerati, e dello smaltimento dei rifiuti, in cui la criminalità produce danni incalcolabili da un punto di vista ambientale. 

Per questo motivo – è la conclusione – occorre trasformare l’entusiasmo che abbiamo visto venerdì scorso anche nella nostra regione in una lotta per far ritornare l’Umbria ad essere il “cuore verde d’Italia”. Centrodestra e Centrosinistra (anche nella sua forma pseudo-civica) proseguiranno con la privatizzazione dei servizi di gestione di acqua e rifiuti e con politiche scellerate dal punto di vista ambientale che renderanno l’Umbria la pattumiera d’Italia. Il Partito Comunista è l’unica vera alternativa”.

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