La Vice Ministra dell'Istruzione, ospite a Todi, ha risposto alle sollecitazioni di dirigenti ed insegnanti: nessuna nuova riforma ma "aggiustamenti", no alla giustificazione dello sciopero degli studenti, sì a scuole sostenibili e più belle
anna ascani todi

“Per la scuola italiana dobbiamo fare prima il necessario, poi il possibile e, forse, riusciremo a fare anche l’impossibile”: è iniziato così, parafrasando la frase di San Francesco, l’intervento della Vice Ministro dell’Istruzione Anna Ascani all’Istituto Agrario di Todi, a conclusione dell’incontro “Da San Francesco a Greta Thunmberg”, svoltosi il 4 ottobre per invitare dirigenti scolastici e docenti di tutta l’Umbria a ragionare intorno ai temi dell’Agenda 2030.

La Vice Ministra, anche in virtù della delega all’edilizia scolastica che gli è stata di recente assegnata da Fioramonti, ha dato un contributo sull’argomento, trattando le questioni della sostenibibilità e dell’efficientamento energetico dei plessi ma anche sottoponendosi ad un question time non programmato da parte della platea, che ha interrogato la Ascani su altri problemi, quali l’avvio dell’anno scolastico, la nomina degli insegnanti di sostegno, l’adeguatezza degli ambienti di lavoro.

L’intervento e il dibattito, reso disponibile in streaming dal teatro del “Ciuffelli” sul proprio canale youtube, ha fornito alcuni spunti meritevoli di attenzione. La Vice Ministro ha innanzitutto assicurato che non vi è alcuna intenzione di mettere mano all’ennesima riforma della scuola al quale dare il nome del titolare di turno del Dicastero di Viale Trastevere: “non serve nessuna nuova rivoluzione, serve aggiustare, regolare, sistemare, migliorare, mettere a posto cosa non funziona“, ha detto la Ascani, raccogliendo il consenso unanime della platea.

La Vice Ministro ha poi sottolineato che “non ci si può limitare ad applaudire i ragazzi che vanno in piazza con Greta Thunberg, perchè allora è meglio rinunciare alla politica, che non può limitarsi a fare l’eco alla protesta legittima degli studenti. Permettemi di dire – ha detto la Ascani – che la giustificazione non va data, perchè il valore di quello scioperto sta proprio nella protesta verso le istituzioni, che non devono quindi limitarsi a giustificare ma devono dare delle risposte alle loro istanze nel merito“.

Altre domande ed altre risposte sono venute in relazione alla dispersione scolastica, ai tempi burocratici di avvio dell’anno scolastico e, anche, alla bellezza che dovrebbe caratterizzare le scuole: “Abbiamo schiere di esperti che ci spiegano quale è l’ambiente ideale per l’apprendimento e poi, quando i ragazzi entrano in una una di queste, trovano tutto il contrario di quanto si è studiato, pensato e progettato per loro“.

Una Vice Ministra, dunque, pronta a uscire dagli schemi ingessati e in qualche modo con ancora il piglio contestatorio che, è stata lei stessa a raccontarlo a margine del convegno, ha caratterizzato gli anni dei suoi studi giovanili a Città di Castello.

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