Ancora una volta Todi è al centro del dibattito politico Regionale e, ancora una volta, per un episodio tutt’altro che positivo. Ma – ormai, ahi noi! – ci siamo abituati!
I fatti vengono raccontati nella giornata di ieri su Facebook e ci limitiamo a riportarli: “Tempo fa è stata fatta una raccolta fondi per il reparto di Oncoematologia dell’ospedale di Terni. In quell’occasione alle persone è stato chiesto il proprio numero di telefono. Parliamo di persone sensibili al tema, ma anche di persone malate e di chi sta loro accanto. Ora a quelle persone stanno arrivando dei messaggi da una donna che non conoscono, una persona che chiede loro un voto alle prossime elezioni regionali, che lascia -nemmeno troppo velatamente- intendere che votando lei e l’uomo con cui è in ticket, il reparto di Ematologia potrà prosperare e proseguire un progetto già con loro iniziato. La candidata che invia i messaggi è tale Raffaella Pagliochini, addirittura avvocato tuderte.”
Nel suddetto messaggio, la Pagliochini, Presidente del Consiglio Comunale di Todi, coinvolge anche Marco Squarta, altro candidato nelle fila di Fratelli d’Italia e la professoressa Marina Liberati, che dirige il reparto. Non dubitiamo della buona fede della Professoressa, ammesso che sia stata lei stessa a fornire quei dati privati, ma la leggerezza della candidata tuderte è assolutamente imperdonabile.
Leggerezza aggravata da pubblici interventi – ancora su Facebook – della Pagliochini stessa. Chi ha ricevuto il messaggio si chiede come sia entrata in possesso di tutti i numeri di telefono a cui sta inviando il messaggio incriminato e lei risponde: “Non sono a conoscenza in alcun modo dell’esistenza di comitati per raccolta fondi quanto il comitato cui mi riferisco io, è di raccolta firme, con libera comunicazione anche di numeri di telefono volte a sostenere semplicemente il trasferimento di un reparto che, purtroppo per me conosco molto bene, da una sede ad un’altra sicuramente più adeguata ed adeguata.”
Se l’episodio fosse confermato, sarebbe gravissimo. La candidata tuderte potrebbe aver compiuto un atto illegale, usando i dati sensibili di persone che non le hanno dato il consenso per ricevere messaggi promozionali. Sperando nell’assoluta buona fede – e, sinceramente, non ci crediamo – ci teniamo a sottolineare come questo sia l’ennesimo atto di pressappochismo da parte di un esponente dell’attuale Giunta Comunale. L’ennesimo atto di chi si occupa o si vuole occupare della cosa pubblica alla “volemose bene”, senza alcun rispetto per i ruoli, per le persone che rappresenta e per le istituzioni. L’ennesimo atto di una giunta lacerata che si trova a correre alle prossime elezioni regionali con tre esponenti che non perdono occasione di farsi la guerra a botte di preferenze per dimostrare chi conta di più e chi conta di meno.
Noi crediamo che le Istituzioni siano un’altra cosa.  Noi crediamo nella serietà delle azioni che abbiamo sempre dimostrato.

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