Andrea Pilati, giovane ma dalla già provata esperienza politica, da qualche tempo vice sindaco dell’Amministrazione comunale di Marsciano, è candidato al Consiglio regionale dell’Umbria nella lista di Forza Italia a sostegno di Donatella Tesei.
Come nasce la sua candidatura per le regionali?
La mia candidatura nasce dalla volontà di rappresentare il mio territorio non essendoci altre persone di Marsciano presenti nelle liste dei partiti in appoggio a Donatella Tesei. Lo stesso Coordinamento Regionale di Forza Italia ha infatti deciso di affrontare questa sfida elettorale coinvolgendo buona parte degli amministratori in Umbria per dare concretezza e capacità amministrativa al costituendo Consiglio Regionale.
Una sfida grandiosa, storica e assolutamente alla nostra portata. È un onore per me partecipare da protagonista a questa grande competizione.
Per questo sto chiedendo a tutti coloro che condividono la mia visione di barrare il simbolo di Forza Italia, ma soprattutto di scrivere la preferenza, di scrivere Pilati sulla scheda elettorale. La preferenza è lo strumento più importante in mano al cittadino per indicare la composizione della nuova squadra di governo. Spero che tutti scrivano un nome accanto ai simboli dei partiti perché il nome vale più di qualsiasi croce!
Ricopre già il ruolo di vicesindaco a Marsciano, perché aggiungere questo altro impegno?
Ho accettato la candidatura con la convinzione che Marsciano debba avere un suo rappresentante in Regione per difendere le istanze della città, potenziare la capacità operativa dell’Amministrazione comunale e rinforzare tutta la Media Valle del Tevere, area storicamente sempre trascurata. Per dare continuità al progetto avviato con le elezioni amministrative appena trascorse a Marsciano esiste una sola opzione e prescinde da qualsiasi posizione di partito; c’è un solo marscianese che ha possibilità di essere eletto in una formazione di maggioranza all’interno di una competizione che si delinea ormai chiara. Ho fatto della capacità di dialogo e ascolto il mio tratto caratteristico, credo di poter essere di garanzia per tutti coloro che vorranno relazionarsi con me.
Di quali istanze intende farsi portatore, sia generali che più specificatamente territoriali?
La partita per la rinascita dell’Umbria si gioca principalmente sul piano economico. Servono idee ambiziose per creare nuove imprese e posti di lavoro dopo una crisi economica che ha messo in ginocchio la nostra regione facendola scivolare tra quelle più povere. Marsciano conosce bene questa durissima crisi che ha colpito in modo particolare le nostre aziende, mettendo in crisi anche il comparto commerciale. È opportuno incentivare gli investimenti specie nei confronti dei giovani che spesso sono costretti a spostarsi dall’Umbria per trovare nuove opportunità. A tal riguardo è necessario trovare risorse specifiche che i Comuni faticano a mettere in campo e costruire una fortissima identità territoriale che invogli i cittadini del posto a investire nei luoghi dove sono nati. Abbiamo affrontato questo tema anche in tavoli internazionali, avendo modo di vedere come la leva culturale sia fondamentale per innescare anche investimenti economici. Aiuti alle startup innovative, sostegno alle reti commerciali specie nei piccoli centri e investimenti in ricerca e sviluppo da coordinare con l’attività delle Università per acquisire quel vantaggio competitivo fondamentale a emergere e differenziarsi.
Turismo e Agricoltura sono inoltre strettamente collegate nel valorizzare il territorio e creare una nuova Umbria attrattiva, che si difende e torna a crescere.
La visione comune tra tutti questi settori può essere senza dubbio la Green Economy, tema molto attuale e coerente con il brand storico della nostra Regione: Umbria Cuore Verde d’Italia. La nostra Terra, luogo di Santi, di grandi tradizioni, bellissimi paesaggi e borghi storici può invertire la rotta proprio richiamandosi a questi valori peraltro in linea con tutta la programmazione dei fondi europei.
Una nuova Regione accogliente e propositiva passa indubbiamente da una rivisitazione di tutte le infrastrutture di trasporto così da consentire di uscire da un isolamento inaccettabile che esclude l’Umbria dal sistema Italia; in aggiunta è fondamentale snellire la burocrazia per fare in modo che gli investimenti e le nuove attività vengano sbloccate con facilità creando così la percezione di un’amministrazione vicina al cittadino.
Viste le contrapposizioni in campo, il voto sarà anche una rivincita tra centrodestra e centrosinistra a Marsciano?
Non credo sia questo il tema da cavalcare. Abbiamo una grandissima opportunità di valorizzare il nostro territorio in una sfida epocale; il punto centrale è dare un ruolo di protagonista alla nostra Città. Marsciano deve contare in Umbria, deve recuperare contatto e collaborazione con tutta la Media Valle del Tevere e, come Comune Capofila, farsi portatrice delle istanze di questa zona. I media locali e nazionali stanno polarizzando la sfida sui partiti, ma – coerentemente al mio impegno in politica – credo fermamente che siano le persone e le loro idee a dover avere un ruolo centrale nel dibattito.
Marsciano, Todi, Deruta, Fratta Todina, San Venanzo, Collazzone, Massa Martana e Monte Castello di Vibio devono poter contare su un riferimento forte che porti risorse nella zona e le aiuti a rimanere centrali nello sviluppo delle nuove linee programmatiche.
Mi sono candidato per questo motivo e non per dimostrare altro.
Dopo questi primi mesi di governo, cosa ritiene di poter vantare come risultato utile anche a livello regionale?
Quanto dichiarato sopra è il modello che abbiamo applicato all’Amministrazione di Marsciano. Iniziative culturali di livello come il GeckoFest che è nato a Marsciano e ha permesso di far parlare della nostra città a livello nazionale toccando il tema della rigenerazione dei borghi e del recupero di una comunità dopo un evento traumatico come quello del terremoto. Così come l’intervento sul tema della sicurezza stradale che abbiamo promosso e studiato al fianco dei cittadini e di tutte le forze politiche.
Abbiamo avviato anche un grande lavoro di ottimizzazione della macchina amministrativa per sistemare tutte le gravi sofferenze che abbiamo dovuto gestire appena insediati, reperendo risorse per finanziare i servizi offerti e al contempo ottimizzando la spesa pubblica di un Comune lasciatoci in condizioni veramente inaccettabili.
La Regione avrà le stesse problematiche, se non più gravi, come possiamo intuire dal pesante scandalo sanità che ha coinvolto tutti i vertici politici ed amministrativi umbri.
Ci sarà da rimboccarci le maniche e mettere ordine in un mondo che ha bisogno di profondo rinnovamento. Tagliare la spesa pubblica improduttiva e indirizzare risorse sulle direttrici di sviluppo sopra indicate.
Tutto ciò in una nuova dimensione di apertura e confronto, che pone la pubblica amministrazione vicina al cittadino e a fianco di tutti coloro che hanno idee nuove e utili per la crescita.








