ANPCI dice basta con le copiose elargizioni di denaro pubblico alle fusioni e alle unioni. Il Presidente della Repubblica ha dichiarato che: ”i piccoli comuni sono fondamentali e indispensabili, per il Paese”.

Dopo questo autorevolissimo intervento ATTENDIAMO FIDUCIOSI che il governo e il Parlamento trasformino in atti giuridici definitivi tale dichiarazione. Da anni assistiamo ad un attacco concentrico contro i piccoli Comuni con l’unico intento, al di là delle parole di circostanza, di accorparli. Ci hanno tentato tutti I GOVERNI: nel 2011, nel 2012, nel 2014! Tentativi tutti miseramente naufragati di fronte agli impietosi numeri che l’Anpci ha prodotto agli organi legislativi che evidenziano un aumento dei costi,  sia delle unioni che delle fusioni, senza alcun apprezzabile miglioramento dei servizi. Aumento dei costi che è stato confermato sia dalla Corte dei Conti che dall’ufficio studi del Senato. Questo fallimento è  OGGI  certificato soprattutto  dalle proteste  dei Comuni che si sono fusi  non appena agli stessi è stato ridotto il copioso e smisurato contributo concesso dallo Stato. Se protestano i Comuni che si sono fusi dopo essere stati ricoperti  da una montagna di contributi a fondo perduto, cosa dovrebbero fare i piccoli Comuni virtuosi ai quali da anni vengono sottratte risorse per foraggiare questi pozzi senza fondo che sono le fusioni?. Il dubbio dell’Anpci è che, al di là delle parole, si persegua sempre e solo il medesimo obiettivo: la riduzione del numero dei Comuni italiani attraverso le unioni e le fusioni.

Noi diciamo BASTA con questi giochi d’azzardo sulla pelle di piccoli Comuni. La corsa verso le fusioni e le unioni sta assumendo sempre più i connotati della corsa all’oro del vecchio West. In tempo di vacche magre, i piccoli Comuni si lanciano verso gli accorpamenti, più che per una reale volontà di mettersi insieme, per la necessità di sopravvivere, allettati dalla pioggia di fondi governativi.

Se dalle unioni e fusioni fra i comuni si hanno dei risparmi, perché nella leggi di stabilità vengono continuamente stanziati centinaia di milioni di euro per finanziarle tali processi?

La Corte dei Conti ha definito sproporzionata la stretta imposta agli enti locali attraverso i famosi tagli lineari che hanno ridotto i trasferimenti di oltre il 50%, limitando profondamente il grado di autonomia finanziaria e funzionale ad essi garantiti dal Titolo V della Costituzione e compromettendo seriamente, quindi, il binomio autonomia-responsabilità che dovrebbe invece alimentare il rapporto tra governo locale e cittadini in un contesto di reale collaborazione. 

Anpci sostiene, e sempre sosterrà,  l’associazionismo efficiente generato dal basso e non calato dall’alto. Un associazionismo legato all’efficienza, efficacia ed economicità dei servizi svolti, indipendentemente dal tipo di strumento usato e non un associazionismo da costituire tramite unioni obbligatorie  come imposto dalla legge 56/2014 “Legge Delrio “. 

Signor PRESIDENTE DEL CONSIGLIO Le chiediamo di confrontarsi con le tante proposte serie da noi elaborate  e che coniugano l’ autonomia, che la costituzione ci garantisce, con l’ efficienza, efficacia ed economicità che giustamente si impone. Non ascolti solo le grandi associazioni rappresentate da cortigiani che magari Le danno ragione  pur di mantenere i loro privilegi, ascolti anche i sindaci di trincea se si vuole salvare il Paese. Noi  siamo pronti a fare la nostra parte  con il massimo impegno, ma non siamo disposti a ubbidire  senza garanzie di salvezza per i nostri cittadini.

 

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