Adesso a Todi, città polemica su tutto e tutti, è di turno il dibattito sulla pericolosità delle sculture di Beverly Pepper al parco della Rocca, tema oggetto di attenzione da parte addirittura di due movimenti politici.
Il problema è rappresentato da alcuni profili taglienti delle installazioni, motivo che spinge a chiedere all’Amministrazione di prendere “provvedimenti”.
Non è dato sapere se si chiederà all’artista di arrotondare gli spigoli, dando vita ad una nuova corrente artistica, oppure se si pensa di installare una rete di protezione intorno ad ogni scultura, creando altrettanti piccoli pollai.
Nei vivaci commenti sui social si ricorda come quel luogo sia da sempre frequentato da bambini (piuttosto forzuti, visti i danni che riescono fare a staccionate, lampioni e arredo urbano) e che come tale è sempre stato sicuro…
Sicuri? Sicuri? Il muretto laterale è ad altezza di legge? No, ma se nessuno si è buttato di sotto è forse perchè le mamme ci sono state attente. Le antiche pietre prossime al Maschio non rappresentano esse stesse un motivo di pericolo se non ci si sta attenti? E i tratti senza parapetto? E la Serpentina in così pericoloso declivio? Ne vogliamo parlare?
Ai più attenti ai vitali dibattiti tuderti va ricordato un episodio analogo: a metà degli anni 2000, in occasione del rifacimento del marciapiede che dai giardini pubblici porta alla Consolazione, si scatenò uguale putiferio per la balaustra in ferro che fu applicata al muro per aumentare l’altezza del parapetto in pietra.
Lo stesso TamTam riportò per giorni e giorni interventi di “esperti” di ogni tipo che chiedevano la rimozione e il montaggio della balustra dall’altra parte, a valle, poichè i supporti sui quali era agganciata erano “pericolosissimi”, in quanto ad altezza di bambino, spigolosi, taglienti… Ci fu chi prefigurò incidenti mortali, chi assicurava di aver già visto bambini menomati…

Era circa 15 anni fa. Era la stessa Todi di oggi.

PS: da che mondo è mondo i bambini vanno guardati, altrimenti si fanno male anche dentro la loro culla.  Ed istruiti ai possibili pericoli. Magari facendogli osservare, fin da piccoli, una scultura…

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