Torna d’attualità (ammesso che abbia mai smesso di esserlo) il problema dell’inquinamento dell’aria a ridosso della città di Todi, in modo particolare nella valle del Naia e nella zona immediatamente soprastante che va da Montelupino-Montesanto fino alla periferia di Cappuccini-Quartiere Europa. Un’area densamente popolata che include anche i quartieri sotto Porta Fratta e il versante sud-ovest del centro storico.
Nella serata di domenica, a seguito di alcune segnalazioni circostanziate provenienti da vocabolo Montelupino, sono stati chiamati a verificare anche i carabinieri e i vigili del fuoco, la cui presa d’atto seguirebbe in ogni caso quella richiesta in precedenza anche all’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, dai cui controlli pare non sia emerso nulla di irregolare.
La questione, inutile girarci intorno, è quella che fa riferimento ormai da molti anni ai fumi della fornace Toppetti, rispetto alla quale si è registrato in tempi non troppo remoti anche un interessamento da parte dell’Amministrazione comunale. Come altre volte in passato, sono seguite rassicurazioni che dai controlli e dalle verifiche effettuate dagli organi competenti non sono emerse emissioni nocive.
In uno Stato di diritto, quale l’Italia è, se le autorità affermano che non c’è inquinamento e pericolo per la salute pubblica, bisogna che i cittadini gli credano. Se però l’aria, in alcune notti in modo particolare, a seguito delle condizioni meteorologiche, del vento e anche dello sbalzo termico serale, è irrespirabile, perché acre, maleodorante e fastidiosamente pungente alla gola, un problema serio c’è comunque.
Un problema che, sia chiaro, potrebbe non aver alcun nesso con la fornace, potrebbe pure non essere nocivo per la salute, ma resta il disagio, serio e prolungato, per i residenti della zona interessata, ai quali non si può chiedere di prendere quegli effluvi magari addirittura salutari per i propri polmoni.
In uno Stato di diritto, quale l’Italia è, troppi sono stati i casi ormai accertati nei quali si è addivenuti all’individuazione della fonte di inquinamento dopo una lunga sequela di decessi legati alle stesse patologie e dopo che gli allarmi erano stati ignorati o colpevolmente trascurati dalle istituzioni.
È possibile che nel 2019 non si abbia la possibilità di individuare con certezza l’emissione e la presenza nell’aria di determinate emissioni che, ammesso che non siano nocive per la salute umana, sono comunque insalubri e in ogni caso fastidiose per i residenti?











