Seconda edizione dell'iniziativa degli abitanti del borgo di Colpetrazzo, per un evento aggregante e significativo che ben si colloca nel sito del Castello
presepe colpetrazzo

L’idea di dare vita al borgo di Colpetrazzo, anche al freddo di un inverno a cielo aperto, è nata lo scorso anno per animare un piccolo paese che si apprestava a vivere la solitudine di una rigida stagione che rischiava di rivedere uniti gli abitanti all’appressarsi del periodo pasquale.

È sembrato bello alla Presidente del Circolo e a un gruppo di frequentatori dello stesso, pensare al Presepe Vivente, un evento aggregante e significativo che ben si collocava nel sito del Castello. L’entusiasmo ha colto subito i promotori che hanno dato il massimo dell’impegno e delle forze per realizzare il progetto in una ventina di giorni. Il paese si è subito animato, ciascuno ha assunto ruoli e si è attivato per luci, musica, posizionamento dei mestieri, costumi e quant’altro fosse il più possibile a imitazione dei tempi evangelici.

“Quando si lavora con entusiasmo, con gioia, mettendo il cuore nell’impegno prefisso – dice la presidente del Circolo Anspi Maria Elisa Chiappalupi – tutto riesce e assume un significato nuovo, vibrante e apprezzato. Questo è accaduto alla prima, e pensavamo unica, edizione, invece è stato un seme che ha germogliato, un successo inaspettato, un profluvio di gente entusiasta che ci ha dato la spinta per continuare e raggiungere livelli speriamo sempre più soddisfacenti”.

Quest’anno, per la seconda edizione (per la regia curata da Luciana Vescarelli), l’ammirevole impegno degli organizzatori locali è già di nuovo in fermento, i tempi di preparazione si sono allungati, si spera di curare al meglio, con maggiore tranquillità e attenzione quanto proposto per giungere pronti all’allestimento.

Si sono apportate modifiche alla prima edizione, arricchiti mestieri e figuranti, riempiti spazi vuoti, ricercati usi e tradizioni dell’epoca, incrementate luci, rinvenute musiche adeguate e suggestive, acquistati i costumi nella speranza di poter realizzare quante più edizioni possibili, facendo sì che il Presepe Vivente a Colpetrazzo possa diventare una peculiarità, un segno di riconoscimento, insomma una tradizione, una consuetudine, un costume. Si è cercato quindi di trarre profitto dagli errori, dalle mancanze e difetti del passato per migliorare un evento a cui ci sentiamo già affezionati, che percepiamo nostro in quanto crediamo nell’utilità dello stare insieme, dell’operare nel sociale, di superare egoismi, individualismi, solitudine e soprattutto perché riteniamo necessario rinforzare e rinvigorire il Credo di un Bambino che ogni anno rinasce per la nostra redenzione.

Vi aspettiamo numerosi anche quest’anno e soprattutto consapevoli che il Presepe Vivente non è solo spettacolo e festa, ma anche profonda riflessione”. 

 

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