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I consigli della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali dell'Umbria: per prima cosa vanno evitati gli alberi di plastica
albero natale

Con l’avvicinarsi del Natale le famiglie cercano di creare un clima di festa, immancabile l‘albero di Natale. La Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali dell’Umbria segnalano cinque semplici regole, per arredare la propria casa con un albero amico dell’ambiente.

Primo. Evitare alberi di plastica. Gli abeti “finti” sono erroneamente considerati i migliori per tutelare il nostro patrimonio boschivo, basti pesare le zone dove sono prodotti ed i km percorsi per arrivare nelle nostra case. L’abete, essendo una pianta viva, assorbe anidride carbonica e rilascia ossigeno, ma anche oli essenziali che purificano e aromatizzano il luogo dove è posizionato, ricorda Francesco Martella, Presidente degli Agronomi.

Secondo. Fare attenzione all’etichetta posta sull’albero. Sul tagliando che troviamo sull’albero o sul cimale devono essere riportate la provenienza da coltivazioni specializzate, la nazionalità, l’età dell’albero e la non destinazione per il rimboschimento. Quest’ultimo aspetto è importante per evitare mescolanze genetiche e quindi danni alle specie autoctone.

Terzo. Optare per alberi prodotti da realtà forestali certificate Pefc, riconoscibile dal logo presente in etichetta. “Lo schema di certificazione garantisce infatti la massima trasparenza in termini di tracciabilità e rispetto dei nostri territori” afferma Antonio Brunori, Dottore Forestale e Segretario Generale Pefc. “Ci sono centinaia di aziende già certificate. Scegliere loro prodotti significa rafforzare un circolo virtuoso e contribuire a modificare le scelte imprenditoriali delle aziende della filiera bosco-legno”.

Quarto. Preferire alberi provenienti dal nostro Paese: “Più è vicino il luogo di coltivazione o il bosco dal quale è stato prelevato, meno chilometri farà fino a casa nostra e quindi minore sarà il suo impatto sull’ambiente in termini di emissioni nocive”. Rispettare questa regola non è difficile. Generalmente gli abeti italiani in commercio, in gran parte derivano da coltivazioni specializzate realizzate da piccole aziende agricole. Vi è poi una quota di “alberi natalizi” venduti senza radici (i cosiddetti cimali o punte d’abete) che possono derivare da normali pratiche di gestione forestale che prevedono interventi di diradamento indispensabili per far sviluppare meglio le nostre foreste, comuque di provenienza italiana.

Quinto. Molto importante è come gestire l’albero terminate le feste, è necessario smaltire l’albero in modo corretto. E in tal senso il rimboschimento non è sempre l’opzione più corretta. “L’abete rosso (il Picea abies che rappresenta circa l’80% di quelli presenti sul mercato nazionale) è un albero spontaneo solo sull’arco alpino e in alcune aree dell’Appennino Tosco-emiliano”, ricorda Antonio Brunori. “Piantarli in boschi dove già è presente l’abete significa creare problemi di inquinamento genetico, visto che non si conosce l’origine di quelli ripiantati”. Meglio quindi piantarlo nel giardino di casa, cioè in ambito urbano, per chi ne ha uno. E se l’albero si è seccato, va destinato alla raccolta compostabile per permettere la sua trasformazione in compost che verrà poi usato come fertilizzante per nuove piante.

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