I Carabinieri di Todi hanno tratto in arresto e sottoposto agli arresti domiciliari il quarantenne legale ed una giovane donna rumena
seat-leon-polizia-e-carabinieri_4

I Carabinieri di Todi hanno dato esecuzione, nella mattinata del 16/12/2019, a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Perugia nei confronti di un quarantenne di Todi e di una donna di nazionalità rumena di trent’anni, entrambi residenti a Perugia, responsabili, in concorso, di sfruttamento della prostituzione, anche con il ricorso a mezzi di coercizione.

L’uomo arrestato è un avvocato civilista con studio legale a Perugia originario di Todi.

Nel corso delle indagini, avviate nel mese di gennaio 2019 e coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia, che sono state effettuate anche con l’ausilio di attività tecniche, nonché svariati e prolungati pedinamenti, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Todi,  grazie a tali attività, hanno raccolto elementi tali da documentare come i due indagati facessero prostituire una giovane donna rumena, sia all’interno della propria abitazione di Perugia che in altre località, organizzandole appuntamenti attraverso siti di incontri on-line, che venivano predisposti sia dall’Avvocato che dalla donna, sempre di nazionalità rumena. 

L’indagine ha permesso di determinare che la giovane donna era oggetto di continui controlli da parte dei due arrestati, che non esitavano a minacciarla pesantemente per indurla a un numero maggiore di incontri e a non intrattenersi per lungo tempo con i clienti.

Il legale tuderte, oltre a sollecitare tali atteggiamenti coercitivi, si occupava anche della “raccolta” dei proventi in quanto, personalmente, raccoglieva il frutto dell’attività di meretricio.  

Lo stesso avvocato, è indagato in un’altra indagine della Procura di Firenze, che vede coinvolta anche la sua collega dello studio legale ed un giudice del Tribunale di Spoleto, per gli incarichi che l’avvocato avrebbe indebitamente ricevuto per le esecuzioni immobiliari disposte dal Tribunale. I due avvocati avrebbero inoltre estorto denaro con false promesse da due coniugi, per far ritardare la messa all’asta della loro abitazione.

condividi su: