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Nella riunione dell’assemblea dei soci, il presidente Cerquaglia ha ricordato che fino ad ora sono state raccolte 2.500 firme
ponte-montemolino

Si è riunita recentemente l’Assemblea dei soci del Comitato “Per il ponte di Montemolino” con sede in Monte Castello di Vibio presso la palazzina dell’area verde della frazione di Madonna del Piano.
All’incontro erano presenti anche il vicesindaco di Fratta Todina Giovanni Primiera e il consigliere comunale di Monte Castello di Vibio Gianfranco Lazzari.

L’assemblea ha esaminato le problematiche riguardanti lo Studio di fattibilità delle alternative progettuali relativo all’intervento di adeguamento statico e sismico del ponte di Montemolino che la Provincia di Perugia ha redatto ormai da circa 9 mesi.
Il Presidente del Comitato, Roberto Cerquaglia, introducendo i lavori, ha evidenziato che da quando è sorto il Comitato per il ponte (nel marzo 2017) e sono state raccolte fra i cittadini circa 2.500 firme, tutte le istituzioni competenti (Regione dell’Umbria e Provincia di Perugia) hanno posto attenzione al problema e intrapreso l’iter che dovrebbe poi terminare con la realizzazione di un nuovo ponte sul Tevere lungo la S.R. n. 397. E anche le amministrazioni comunali locali si sono interessate al problema portando più volte lo stesso all’attenzione delle suddette istituzioni.

Da parte sua la Provincia, dietro finanziamento della Regione, ha provveduto a commissionare uno studio di fattibilità che però, anche a causa dell’interruzione anticipata della legislatura regionale, non è stato ancora finanziato e, anzi, si rimane in attesa di conoscere quale delle tre ipotesi progettuali avanzate dallo studio stesso verrà adottata e, quindi, finanziata. 

Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, tutte le province italiane hanno stilato la lista dei ponti, viadotti, gallerie e altre infrastrutture viarie da mettere in sicurezza: in Umbria ne sono state censite ben 46. Fra queste vi è la realizzazione del nuovo ponte a Montemolino sul fiume Tevere che la Provincia di Perugia ha indicato al primo posto per una spesa presunta di circa 6,5 milioni.

“Il Comitato – spiega Roberto Cerquaglia – chiederà a breve un incontro con il nuovo Assessore regionale alle infrastrutture in modo tale da sollecitare la Regione affinché venga finanziata quanto prima l’opera di ricostruzione del ponte che al massimo potrà avere una vita residua di 12 anni ma, in caso di calamità come ad esempio un sisma, potrebbe essere chiuso già dal 2022”.
Attualmente il ponte è percorribile solo a senso unico alternato regolato da semaforo e sottoposto a limitazioni di peso (200 ql.) e di sagoma (3,90 m.).

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