Il presidente del Consiglio Regionale Marco Squarta, interviene sui preoccupanti fenomeni che riguardano i giovani della nostra regione
Marco-Squarta

Sono preoccupanti, oltre ai reati legati al bullismo come lo stalking, le lesioni e la diffamazione, i casi di ‘sexting‘ tra i più giovani nella nostra regione e quelli di maltrattamenti in famiglia al contrario, ossia quando i genitori vengono picchiati dai figli minorenni”. È quanto afferma il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta, commentando “l’episodio avvenuto a Perugia, nel quale la classe di un liceo cittadino ha interrotto le violenze su un ragazzino di 17 anni”.

Per la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, “l’episodio di bullismo accaduto in un istituto scolastico umbro ci fa capire ancora una volta quanto sia importante un’azione concreta da parte delle istituzioni che devono essere in grado di intervenire nella direzione del controllo ma anche, e soprattutto, della prevenzione e della sensibilizzazione”.

“La giovane età dei protagonisti – rileva Tesei – è un campanello d’allarme che non possiamo e non dobbiamo sottovalutare. La Regione è pronta a fare la propria parte, anche collaborando costantemente con tutti gli attori presenti sul  territorio. Proprio in tal senso, già nei primi mesi del prossimo anno verranno messe  in campo  iniziative concrete che coinvolgeranno anche il mondo della scuola”. 

La presidente Tesei esprime “a nome dell’amministrazione regionale la solidarietà alla vittima e alla famiglia, e un plauso a chi ha denunciato quanto accaduto. Proprio coloro che hanno il coraggio di fare emergere questi episodi – conclude – non devono sentirsi abbandonati dalle istituzioni che invece devono essere in grado di far sentire forte la propria presenza e vicinanza”.

“Un fenomeno assai preoccupante tra le giovani generazioni  – dice ancora Squarta – è il cosiddetto ‘sexting’, termine inglese nato dalla fusione delle parole sex (sesso) e texting (invio di messaggi) – spiega Squarta – vale a dire quando in chat istantanee avviene lo scambio di foto hot che talvolta si trasformano in incontrollati strumenti di ricatto o di vendetta. Nel 2019 sono state numerose le indagini della Procura dei minori sugli scambi di immagini pornografiche sui cellulari dei ragazzini – prosegue – spesso seguiti da minacce di divulgazione o, peggio ancora, dalla condivisione su Whatsapp e sui social network. Un altro fronte sul quale sono impegnate le forze dell’ordine che si occupano di minorenni è la questione dei maltrattamenti in famiglia. Non mancano, purtroppo, le segnalazioni di mamme che vengono picchiate da figli minorenni con problemi”.

“Per quanto riguarda le scuole – spiega l’esponente di Fratelli d’Italia – la differenza la fanno gli smartphone. Se, infatti, alle elementari è forte il fenomeno dell’esclusione del bambino vessato che suo malgrado viene allontanato dal gruppo, alle scuole medie, dove gli studenti hanno il cellulare, gli smartphone si trasformano in vere e proprie armi per filmare momenti di debolezza e registrare scherzi che potenzialmente potrebbero diventare pubblici”.

“I genitori – conclude il presidente Squarta – non devono mai sottovalutare l’universo social media. Vanno potenziati i progetti per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo mediante incontri e dibattiti, soprattutto legati all’uso dei social media come Instagram, Whatsapp e TikTok, che coinvolgano studenti, insegnanti e genitori per un uso consapevole della rete insieme alla conoscenza di determinate logiche e pericoli, favorendo allo stesso tempo l’integrazione sociale tra i giovani in particolar modo sui temi della disabilità”.

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