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La sola Amministrazione Ruggiano, per una edizione deludente, ha coperto da sola il 73 per cento delle spese
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E’ un argomento che “scotta” soprattutto sul versante della politica che, ben volentieri, nella competizione elettorale, lo ha fatto diventare un importante cavallo di battaglia.
Cancellarlo oppure no! E’ questo il dilemma che spesso viene agitato e su cui, da tempo, il centrodestra ed il centrosinistra tuderte si confrontano e si scontrano.

Per ora, la più importante kermesse tuderte resiste nonostante la crisi economica, il passare degli anni, le promesse elettorali che hanno contribuito all’avvicendamento nel Palazzo delle forze politiche di centrodestra che, fino a quel momento, si erano mostrate molto critiche o addirittura contrarie a mantenerla in vita.

Silvano Spada, nel lontano 1987, ne fu l’ ideatore e divenne il Patron assoluto di una manifestazione che, soprattutto nelle sue prime edizione, ebbe un buon successo che diede visibilità a Todi anche a livello internazionale. Ma erano altri tempi e con nostalgia si ricorda il clima festivaliero che s’impadroniva della città, pronta ad accogliere un pubblico curioso e numeroso, allettato dalla ricca offerta di spettacoli di pregiato livello messi in cartellone.

Il Todi Festival da oltre un ventennio, durante il quale ha visto più volte cambiare la propria fortuna, gestione ed indirizzo, scelte che non sempre si sono rivelate felici, è  l’evento culturale più importante della città

Aldilà delle sterili polemiche, in mancanza di un’adeguata alternativa sbandierata più a fini elettorali che per una volonta’ effettiva di cambiamento, ritengo che sarebbe comunque utile prendere in considerazione la questione da una prospettiva che sia però aderente al dato reale, accantonando le logiche strumentali ed ideologiche, per guardare, innanzitutto, al bene della città e dei cittadini.

In questo momento di grande incertezza, occorre mettere in campo quella buona politica che, facedo un uso oculato e razionale delle risorse pubbliche, riesca a fare scelte che rispondano in modo adeguato ai problemi e ai bisogni effettivi.

Per come vanno le cose, il destino del Todi Festival è necessariamente legato al raggiungimento di un risultato concreto, ad un ritorno evidente per la città, in termini di immagine e di incremento del flusso turistico, toccasana per le attività economiche e per le molte strutture ricettizie esistenti, così da poter giustificare la concessione di  consistenti contributi pubblici che il Comune di Todi potrebbe destinare ad altri settori e per altre necessita’.

La ricetta magica non ce l’ha nessuno, ma se la formula del Festival ancora funziona, basti considerare i numeri che fanno, ancora oggi, il successo del Festival dei Due Mondi, forse, le cause del tentativo non riuscito di far riprendere quota a quello nostrano, risiedono altrove.

Magari il momento è propizio per una riflessione seria che prenda in considerazione anche la possibilità di realizzare nuovi progetti.

Nel 2019 il Todi Festival c’è stato ma in città si è visto poco o niente.

Come ben espresso in un comunicato del gruppo consiliare del PD, l’ultima edizione ha ricevuto molte lamentele da parte dei commercianti e dei cittadini per un Todi Festival “moscio” che ha portato molto poco alla città a causa della confusione e delle contraddizioni esistenti tra le forze di maggioranza sul destino della manifestazione e per l’assenza di una programmazione di alto livello capace di provocare un reale, concreto coinvolgimento delle attività economiche, delle associazioni locali e dei luoghi più belli della città, come la Piazza rimasta vuota a causa degli alti costi per la costruzione del palco ove, per tradizione, andava in scena lo spettacolo finale.

Non ci siamo fatti incantare né dalle dichiarazioni entusiastiche del Sindaco Ruggiano né dalla rassegna stampa confezionata ad arte per dare prova della buona risonanza che avrebbe avuto l’edizione del 2019.

Faccio mie le considerazioni espresse altrove per ribadire che, se si sfoglia la voluminosa raccolta, contenente le pagine ove è citata la manifestazione, è facile accorgersi che il Todi Festival 2019 ha trovato spazio principalmente sui siti web soprattutto regionali, che ha avuto un’ incidenza ridotta sui quotidiani, in prevalenza umbri, e che l’unico quotidiano nazionale che si è interessato con una certa assiduità alla kermesse tuderte è stata La Repubblica – Edizione di Roma.

Mentre un dato, invece, colpisce duro: l’edizione non propriamente brillante del 2019, ha ricevuto finanziamenti dal Comune di Todi per quasi €. 200.000. Ma quanto costa ai tuderti il Todi Festival? Queste sono le cifre, estratte dagli atti pubblicati sul sito on-line del Comune di Todi che quindi potrebbero essere incomplete o inesatte.

Prendendo in considerazione il periodo compreso tra il 2016 e il 2019, il Todi Festival, ha ricevuto finanziamento pubblici per €. 727.750 provenienti dal Comune di Todi, dalla Regione dell’Umbria, dal Fondo del Presidente della Regione, dall’Etab e dalla CCIAA. Il Comune di Todi, nello specifico, nel predetto lasso di tempo, per la manifestazione guidata da Guarducci ha esborsato circa €. 634.750 così distribuiti:

– nell’anno 2016 (amministrazione Rossini) totale oneri = €. 138.000 considerato anche il costo per l’allestimento del palco;

– nell’anno 2017 (amministrazione Ruggiano) totale oneri =  €.159.950 considerato anche il costo per il catalogo e l’allestimento delle mostre;

– nell’anno 2018 (amministrazione Ruggiano) totale oneri = €. 139.000 considerato anche il costo per il catalogo e allestimento delle mostre;

– nell’anno 2019 (amministrazione Ruggiano) totale oneri = €. 197.800 considerato anche il costo per il catalogo e l’allestimento delle mostre.

Mentre con l’amministrazione Rossini non è stata mai superata la soglia del 50% con quella a guida Ruggiano, a trazione Lega, sì è arrivati a coprire, per l’edizione del 2019, il 72,8% delle spese. Ma il Sindaco Ruggiano non è a capo di una maggioranza costituita da quelle stesse forze politiche di centrodestra che, nella campagna elettorale del 2017, si erano scagliate contro il Todi Festival con la promessa agli elettori di un cambiamento radicale o addirittura della sua definitiva chiusura al fine di evitare il protrarsi dell’inutile, costoso dispendio di risorse pubbliche?

Ma non è stato il vicesindaco, durante la campagna amministrativa del 2017 che lo impegnava quale candidato sindaco per la Lega Nord, ad affermare, secondo quanto riportato in un articolo che “la Marini non si smentisce e strumentalizza il suo ruolo per andare ancora una volta in soccorso al sindaco uscente Rossini, ormai a corto di idee e privo di risultati concreti da presentare ai cittadini”. Nulla il predetto amministratore ha però obiettato quando dal Fondo della Presidente Marini e’ arrivato il contributo per il Todi Festival voluto dall’amministrazione di cui è alto esponente.

Ai cittadini l’ardua sentenza.

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