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Nell’audizione in commissione sanità, grido di allarme del dottor Fausto Roila, il quale spiega che la ricerca è a rischio per mancanza di fondi
univ pg medicina chirurgia

La Commissione sanità e Servizi sociali, presieduta da Eleonora Pace, ha svolto ieri una serie di audizioni per approfondire la situazione relativa  alla Rete oncologica regionale e al ruolo del Registro dei tumori umbro, di cui è stata ribadita l’importanza nonostante sia scaduta e non sia stata ancora rinnovata la convenzione fra Regione e Università.

Ascoltati i responsabili dello screening oncologico di Usl Umbria 1, Donata Giaimo, e Usl Umbria 2, Rosa Corvetti e il presidente del Gruppo italiano screening del Cervicocarcinoma (Gisci), Basilio Ubaldo Passamonti. Per il Registro Tumori Umbro di Popolazione (R.T.U.P.) ascoltato il direttore Fabrizio Stracci. Un contributo anche dal Servizio Prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Umbria, con il responsabile Alessandro Maria Vestrelli, accompagnato da Stefania Prandini e Paola Casucci. Hanno chiuso le audizioni il coordinatore della Rete oncologica REGIONALE Fausto Roila e il referente scientifico onorario Maurizio Tonato.

Lo scopo di queste audizioni è, secondo i Commissari, “giungere a una proposta politica che rafforzi la rete oncologica regionale e riaffermi l’importanza strategica del Registro tumori”: ci stanno  lavorando di comune accordo sia gli esponenti della maggioranza (la presidente Pace-FDI e i consiglieri della Lega Paola Fioroni, Francesca Peppucci e Valeria Alessandrini) che della minoranza (Tommaso Bori e Michele Bettarelli del Pd, Andrea Fora-Patto civico per l’Umbria).

Tra gli interventi spicca l’accorato appello del dottor Fausto Roila, che coordina la RETE ONCOLOGICA REGIONALE DELL’UMBRIA: “Siamo al collasso, ogni giorno visitiamo 150 persone che aspettano anche diverse ore, il personale è all’esasperazione e con i fondi di cui disponiamo fra poco non si potrà più fare ricerca, senza contare il problema del ‘burn out’, con medici che entrano in ambulatorio alle 8 di mattina per uscirne alle 7 di sera. In questa condizione non posso criticare qualcuno ma è un dato di fatto che ciò che era un gioiello sta andando allo sfacelo”.

Per quanto riguarda lo SCREENING ONCOLOGICO, è emerso che oltre l’80 per cento delle donne ha partecipato al percorso di prevenzione del tumore della cervice e della mammella, grazie anche al laboratorio unico per i due tumori che l’Umbria ha istituito per prima fra le regioni italiane e che le dà il primato nella capacità diagnostica, quasi doppia rispetto alle altre. Più bassa la partecipazione dei cittadini allo screening gratuito del colon retto per la ricerca di sangue occulto nelle feci attraverso un kit fai da te che viene inviato per posta a chi ha superato i 50 anni: anche per il fatto che si tratta di una misura più recente, la percentuale di adesione non raggiunge il 60 per cento.

Tutti i presenti hanno rimarcato l’importanza del REGISTRO TUMORI UMBRO DI POPOLAZIONE, sia per non perdere il know how raggiunto che per verificare l’efficacia stessa delle azioni in materia di prevenzione oncologica. “Il controllo di quello che si fa è importante – ha detto il dottor Fabrizio Stracci – occorre trovare gli strumenti per farlo meglio, in maniera ancora più mirata. Ad esempio dovremmo fare di più per capire come mai in alcune zone dell’Umbria c’è un’alta incidenza di cancro gastrico. Il registro tumori evidenzia dinamiche che altrimenti non potrebbero essere percepite; pensiamo al tumore della cervice: da noi la mortalità è fra le più basse, anche in caso di positività le persone risolvono con intervento poco invasivo in endoscopia ma l’aumento di incidenza che si verifica per questo tumore è dovuto all’arrivo di persone provenienti da altri Paesi, ad esempio la Romania, dove non c’è alcuno screening. Lo hanno fatto qui, ma tardi, e questo ha nascosto il reale buon risultato dello screening. Ecco a cosa serve il Registro tumori, svolge un servizio importante alla parte clinica e alla valutazione”.

La consigliera Regionale Francesca Peppucci sottolinea che “abbiamo approfondito la questione dell’attività di screening della nostra regione, della rete oncologica e registro tumori umbro di popolazione (R.T.U.P.), proprio perché la nostra volontà è quella di lavorare in sinergia con chi conosce e vive ogni giorno questa realtà. Abbiamo intenzione di collaborare – aggiunge – per andare incontro alle esigenze dei cittadini e garantire un sistema sempre più efficiente, che sia funzionale alla salute dei paziente e a coloro che operano quotidianamente in questi ambiti. La ricerca è fondamentale al fine di trovare nuove terapie che possano prevenire e curare il cancro. È importante ricordare – conclude Francesca Peppucci – che l’Umbria è tra le prime regioni d’Italia per quanto riguarda l’adesione allo screening quindi sta a noi mantenere alti i livelli e operare al fine di migliorarli sempre più”. 

Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Thomas De Luca, annuncia la presentazione di una interrogazione per sapere “se la nuova Giunta vorrà o meno salvaguardare il Registro dei tumori e se ci sia la volontà di preservare un’ idea di sanità pubblica basata sul controllo dei fenomeni”.

Occorre con urgenza potenziare le risorse del Registro dei tumori umbro – dice De Luca – la cui attività è oggi a rischio a seguito dei tagli recentemente subiti: si è passati da una convenzione triennale con l’Università ed una spesa di 380mila euro annui, ad un rapporto annuale con impegni rimodulati a 180mila euro, con un drastico taglio delle risorse umane che passano da 16 a 5. Rischiamo di perdere davvero un’eccellenza nel campo della epidemiologia descrittiva che è determinante nell’individuare la presenza di fattori di rischio locali, una componente fondamentale nella prevenzione dei tumori e nel campo della ricerca”.

“Il Movimento 5 Stelle – dice De Luca – è da sempre in prima linea affinché venga garantito a tutti i cittadini il diritto di vivere, lavorare e crescere i nostri figli in una terra dove non ci si ammala di più che altrove. E se oggi quel muro di negazionismo ambientale con cui ci scontravamo fino a qualche anno fa è stato abbattuto è anche, in parte, merito nostro. Secondo le più recenti rilevazioni sono oltre settemila ogni anno i nuovi casi di tumore in Umbria. E sono circa tremila le morti per cancro. Una strage. Non ci sono altri modi per definire questi dati.

Oggi però è importante ricordare che i pazienti che riescono a sopravvivere dopo una diagnosi di tumore sono sempre di più. Dal 2010 sono aumentati del 53 per cento grazie ai formidabili passi in avanti del settore oncologico italiano e grazie anche alle campagne di screening la cui adesione spesso può salvare la vita. L’Italia della sanità pubblica su questo fronte è un’eccellenza a livello mondiale. Dobbiamo difendere con le unghie e con i denti quello che di buono abbiamo costruito – conclude – per garantire a tutti le stesse opportunità di cura, eliminando sempre più le differenze territoriali”.

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