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Lunedì scorso si è svolta la prima seduta della commissione consiliare Statuto e regolamenti. All’ordine del giorno la proposta di regolamento della consulta per le frazioni. Il contenuto della proposta però non costituisce un progetto di consulta per la partecipazione dei cittadini alle scelte dell’istituzione, ma, in realtà, si configura come un comitato di referenti dell’amministrazione comunale. Una consulta delle frazioni dovrebbe essere un organismo che abbia la possibilità di esprimere pareri ed avanzare proposte, che partano dalle legittime esigenze dei territori, noi almeno pensiamo questo debba essere la consulta delle frazioni. In questo senso sarebbe condivisibile e potrebbe vedere maggioranza e opposizione collaborare per favorire i processi di partecipazione dei cittadini, in un’ottica di valorizzazione della cittadinanza attiva.
Il regolamento presentato dalla destra, invece, prevede, che le 38 frazioni del Comune di Todi, accorpate in 23 raggruppamenti sulla base del numero degli abitanti, esprimano delle proposte di candidature di rappresentanti che però poi saranno nominati dal consiglio comunale. Infatti il testo presentato prevede che a votare i membri della consulta siano i consiglieri comunali, che sceglieranno, tra le proposte pervenute dai territori, quelle che preferiscono.
Ora, posto che in consiglio comunale siedono 10 consiglieri di maggioranza e 6 di opposizione più il Sindaco, provate a indovinare chi deciderà la composizione di questa pseudo consulta? Inoltre le consulte, in quanto organismi di partecipazione democratica votano fra i propri membri il/la presidente. Nella proposta della destra, invece, l’organismo è presieduto dal Sindaco o suo delegato. Ecco perché abbiamo proposto che se vogliono fare, come appare chiaro, un comitato di referenti territoriali dell’amministrazione lo chiamino così e non consulta. E se è questo che vogliono non hanno bisogno di istituzionalizzarlo!
Per costituire una consulta che possa svolgere la funzione che il nome le assegna, abbiamo proposto che si coinvolgano i cittadini attraverso un processo di partecipazione democratica, che consenta loro di scegliere, in autonomia, i propri rappresentanti, che tenga conto, dove lo vorranno, dei comitati frazionali esistenti, che consenta di esprimere con un voto spontaneo chi lavorerà nella consulta. Inoltre riteniamo che sia sbagliato l’ accorpamento territoriale proposto, perché le frazioni hanno tutte pari dignità e tutte devono avere l’opportunità di esprimere almeno un rappresentante. È evidente la volontà di Casa Pound di affermare la propria egemonia sul progetto. Il regolamento è chiaramente frutto dell’iniziativa di CPI, che ambisce a presiedere la pseudo consulta e ha predisposto un progetto che consenta al consigliere con delega di fare ciò che non potrebbe, come già abbiamo spiegato in passato.
Da segnalare però che nella seduta della commissione la Lega, rappresentata dal Vice Sindaco, si è espressa a favore di tutte le nostre osservazioni. Ben venga per il confronto democratico tra maggioranza e opposizione, potremmo avere la possibilità di condividere la definizione delle regole di funzionamento di un organismo, la cui istituzione ci interessa se viene fatta nell’interesse della comunità.

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