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Il pastore Maremmano Abruzzese allevato dal centro “Jacopone da Todi” è stato scelto per l’ultimo film di Matteo Garrone con Roberto Benigni
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Todi  è nuovamente “al centro della scena” con la razza del cane da pastore Maremmano Abruzzese allevata da generazioni nell’omonimo centro allevativo “Jacopone da Todi” fondato nel dopoguerra dal medico veterinario Franco Simoni e proseguito dalla figlia Simonetta ed il nipote Jacopo.

Custode di antiche tradizioni e vero e proprio patrimonio storico culturale cinofilo tuderte, l’allevamento “Jacopone da Todi”, oltre ad avere la Campionessa Europea in carica “Dea di Jacopone da Todi” (al “Messe Exhibition Centre” a Wels, cittadina austriaca che ha ospitato l’ultimo“European Dog Show 2019”, dove hanno partecipato hanno partecipato ben 20.056 soggetti provenienti da ogni parte del mondo) è divenuto oggetto di cronaca recente, non solo per gli ultimi successi televisivi Rai (Geo), Mediaset (Arca di Noè e TG5) e cinematografici (con il film record di incassi ispirato alla storia vera di due Maremmani di Jacopone da Todi “Giotto” l’amico dei pinguini regia di Stuart McDonald), ma, nelle ultime festività natalizie, appunto, con il film record di incassi “Pinocchio” di Matteo Garrone e con Roberto Benigni.

Fausto di Jacopone da Todi, questo il nome del Maremmano Abruzzese scelto quale migliore rappresentante della razza che si stava cercando è stato selezionato fra centinaia di suoi simili. A colpire il regista, oltre alla tipica bellezza che stava cercando, è stato il carattere addestrabile, pieno di bontà (come per tradizione ogni cane dell’allevamento di Todi) ed idoneo al casting. Giorni di riprese per un minuto di scena assieme al burattino di Collodi e Roberto Benigni hanno ripagato impegni e sacrifici.

 

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