Condividi su facebook
Condividi su twitter
Il vice sindaco di Todi, leghista, stigmatizza duramente i post di Don Giuliano Pagliaricci, nell'ultimo dei quali dà del politico sciacallo a Salvini invitando il Signore a prendere bene la mira con il coronavirus
salvini e Ruspolini

Il coronavirus diventa causa un’accesa polemica politica. Nulla a che vedere con l’applicazione delle norme sanitarie e di prevenzione. Al centro della querelle l’uscita infelice di un sacerdote tuderte che su Facebook ha scritto: “Battuta: è vero Dio non ci punisce con questa nuova influenza, ma come mai in Italia ha iniziato dalla terra del politico-sciacallo? Io avrei una cosa da rimproverare al Padre Celeste: azzeccace però!”.

La “battuta” non è piaciuta per niente ad Adriano Ruspolini (nella foto insieme a Salvini in piazza), esponente di primo piano della Lega nonchè vicesindaco di Todi. “Più leggo queste poche parole scritte su Facebook da un attivissimo “umile prete di campagna” (così si definisce lui) – commenta Ruspolini – e più gli insegnamenti che ho ricevuto da bambino dalla mia famiglia e dai sacerdoti che ho frequentato nei periodi di catechismo si confondono, creando nel mio intimo un senso di repulsione e di schifo”.

Per Ruspolini, la premessa dello “zelante prelato che inizia la frase con la scritta “battuta” non attenua la gravità delle squallide affermazioni di questo Don Abbondio nostrano. Sinceramente – prosegue l’esponente leghista – cerco di fare ogni sforzo per cercare di capire gli insegnamenti che questo soggetto possa aver ricevuto nel suo percorso di studi che lo hanno portato molto indegnamente a mio avviso a vestire l’abito talare. Se la memoria non mi inganna, la religione Cristiana si basa su concetti chiari e semplici, tra cui la tolleranza, rispetto per il prossimo ed il perdono, tutte parole non presenti nel personale vocabolario di questo prete”.

La reazione di Ruspolini arriva, come si legge tra righe, a seguito di una serie di uscite, delle quali evidentemente quella messa nel mirino è soltanto l’ultima. “La cosa che più mi sconvolge – rincara la dose – è il pensare a questo inquietante soggetto mentre assolve dai peccati un fedele al termine della confessione o peggio ancora al tragico momento in cui somministra il Sacramento dell’estrema unzione! Ve lo immaginate da quale pulpito? Se non fosse per la comicità che questo individuo ancora una volta ha voluto “regalarci”, direi che il fatto odierno potrebbe essere catalogato come tragico! Un tragico evento in cui ancora una volta la Chiesa suo malgrado si trova al centro dell’attenzione, trascinata in questo squallore da un suo rappresentante che con questo comportamento infanga l’intera comunità”.

In chiusura della sua nota, l’esponente leghista fa capire che la misura è colma: “Conosco la Chiesa come una organizzazione seria e molto attenta ai rapporti con i fedeli e con tutte le organizzazioni dello Stato Italiano e sono certo che l’Autorità Religiosa responsabile prenderà non sono le distanze, ma anche seri provvedimenti. Da cattolico, voglio dare un consiglio a questo prete-compagno: se vuole fare politica si tolga quell’abito che a quanto pare le va stretto e da cittadino qualunque si proponga come politico”.

condividi su:

Condividi su facebook
Condividi su twitter