In Umbria l’emergenza Coronavirus ha avuto finora un impatto piuttosto contenuto (143 casi al 15 marzo: nella foto la tabella, Comune per Comune), anche se la crescita dei casi di positività non può lasciare tranquilli. La conferma arriva anche da un’intervista rilasciata oggi al Corriere dell’Umbria dall’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, il quale conferma che il picco dei contagiati da coronavirus è atteso per la settimana che si è aperta oggi.
Coletto ha dichiarato che “questa sarà la settimana peggiore per i nuovi casi in quanto la curva dei contagi risente di quando non era stato ancora imposto lo stop del governo”. L’incremento era atteso ed è legato ai contatti che vi sono stati prima dello stop imposto dal Governo. Coletto ha rassicurato sul fatto che l’Umbria è pronta: “Pantalla è pronta ad accogliere malati e anche Castello, poi vediamo se ci saranno anche altre necessità”. Dall’intervista trapela che intanto l’Umbria ha accolto un paio di pazienti dalla Lombardia.
Altre notizie arrivano dal dottor Daniele Rosignoli dell’Ospedale di Perugia, il quale nel confermare le previsioni del picco dei casi ha fornito al Messaggero alcune informazioni sull’organizzazione in Umbria. I posti in terapia intensiva sono attualmente 69, ma se ne stanno creando altri 35 per i quali sono in arrivo i respiratori. Se arriverà il picco, inizierà lo spostamento dei pazienti meno gravi a Pantalla, individuato come Covid Hospital dalla Regione e si sta ragionando anche sull’apertura dei centri predisposti come idonei ad ospitare positivi in quarantena: l’Abbazia di Montemorcino di Perugia (una cinquantina di posti) e la Casa della Spiritualità Giovanni Muzi a Città di Castello (15 posti letto).









